#Applefun: 5 prodotti e tecnologie che Steve Jobs non ha inventato, ma copiato

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Riguardo Steve Jobs, così come altri personaggi ispiratori del suo calibro che hanno contribuito a forgiare la storia di una particolare nicchia d’interesse, sono nate e continuano a circolare numerose leggende; in particolar modo, il fondatore di Apple è stato in vita un abilissimo uomo d’affari, oltre che un carismatico leader ed una bruttissima persona (stando naturalmente al personaggio che Walter Isaacson dipinge nella biografia ufficiale edita qualche anno fa).

Steve Jobs infatti riteneva che “i bravi artisti copiano, ma i grandi artisti rubano” (così come riporta QUESTO filmato originale dell’epoca): in questa puntata di #Applefun andremo dunque a ricordare le cinque grandi invenzioni e prodotti che Steve Jobs non ha assolutamente inventato, ma semplicemente copiato o introdotto nella linea di device Apple.

Naturalmente non riteniamo ci sia nulla di male o di scandaloso che una casa di produzione decida di utilizzare una tecnologia introdotta nel mercato da un concorrente per mantenere la propria linea di prodotti al passo con la domanda. Nel mondo dell’industria tecnologica difatti i suprematismi sono deboli argomenti di discussione e ancor più scarne e poco credibili accuse, e in decine di occasioni Apple, Microsoft, Google ed Amazon si sono imitate a vicenda nel tentativo di distanziare l’avversario.

Ciò che invece puntiamo a demolire con questo articolo (ma probabilmente ci limiteremo a lanciare la nostra picconata metaforica contro un muro più grande e solido di noi) è l’insieme di false credenze e miti che circolano attorno alla figura di Steve Jobs quale mago dell’innovazione: se il fondatore della casa di Cupertino aveva un pregio, certamente era quello di intravedere le mode e selezionare attentamente gli elementi più vicini ai gusti del pubblico, anticipandoli rispetto alla concorrenza. Ma bisogna ricordare che la maggior parte di questi non sono stati da lui inventati, anche se per via di un complicato effetto psicologico Jobs arrivava ad assumere di aver lui stesso ideato tecnologie o prodotti di cui era cosciente che la paternità spettasse ad altri.

Siete dunque pronti a scoprire le 5 cose che Steve Jobs ha copiato da altri?

#1 – Steve Jobs NON ha inventato il mouse o la GUI

Tutti conoscono il PC come un insieme di circuiti, processori e componenti che vengono collegati e sincronizzati assieme da un sistema operativo che può essere utilizzato dall’utente tramite tastiera e mouse.

Steve Jobs non ha inventato il mouse
Uno dei primi mouse della Xerox Alto

Molti utenti Apple (e di altri sistemi operativi) ritengono che Steve Jobs abbia inventato sia il mouse sia l’interfaccia grafica che ne fa uso e grazie alla quale la periferica può connettersi al desktop (in inglese viene definita GUI, ossia Graphical User Interface); ciò è naturalmente falso, dato che fu la compagnia Xerox ad idearla ed a sviluppare presso la Palo Alto Research Center (PARC) il mouse con cui accompagnarla.

Ciononostante Steve Jobs rimase fermamente convinto per tutta la sua vita di essere stato lui l’ideatore del mouse, tanto da accusare Bill Gates (che aveva fatto visita, come Jobs, ai center di Xerox Alto) di averlo copiato dopo che la Microsoft introdusse la stessa tecnologia. Lo stesso Isaacson riporta che, in un drammatico faccia a faccia durante il quale Steve si scagliò verbalmente contro Gates, questi rispose:

Vedi, Steve, penso ci sia più di un punto di vista da cui osservare questa faccenda. Ritengo che sia un po’ come se noi avessimo entrambi questo ricco vicino di nome Xerox ed io entrassi in casa tua per rubare la tua postazione TV solo per scoprire che tu l’hai rubata a tua volta.

#2 – Steve Jobs NON ha inventato il touchscreen

Ci sono tanti meriti che possono essere deferiti a Steve Jobs in quanto innovatore del settore degli smartphone: egli rivoluzionò la prospettiva comune riguardo il touchscreen, rifiutò l’idea dello stylus e forzò gli utenti a venire a contatto con lo schermo direttamente con le dita, una pratica non più di tanto igienica ma certamente più veloce e diretta di interagire con il sistema operativo mobile. Ma naturalmente ciò non significa che Steve Jobs abbia inventato il touchscreen negli smartphone.

Steve Jobs non ha inventato il touchscreen
Il Palm TX

Tornando infatti indietro nel tempo, anni prima del rilascio del primo iPhone, Palm era il leader del settore dei cosiddetti “Pocket PC“, ossia delle primitive e rudimentali forme di smartphone supportate da una versione più ridotta di Windows, denominato Windows Mobile. Il Palm T5 è un ottimo esempio di cellulare dotato di touchscreen, e vi assicuriamo che venne rilasciato molto prima del primo iPhone, ma anche LG Prada, che comunque uscì solo un mese in anticipo del primo smartphone Apple, ha fatto in tempo a battere la concorrenza di Cupertino.

#3 – Steve Jobs NON ha inventato il display Retina

In merito a questa invenzione bisogna premettere due precisazioni: più che nei confronti di Steve Jobs, questo falso mito è da addurre alla Apple, dato che si tratta di un’innovazione tecnica a cui difficilmente il patron della casa di Cupertino sarebbe potuto giungere da sè; e sarebbe stato impossibile anche per un visionario come lui, dato che il display Retina non è assolutamente un’invenzione.

steve jobs non ha inventato il display retina
La differenza tra un normale display ed il display Retina la si nota solo utilizzando una lente d’ingrandimento

La maggior parte del successo della Apple, oltre che dalla buona qualità dei suoi prodotti, deriva dalla grande capacità del settore marketing nel trasformare piccoli successi in grandi raggiungimenti; nel caso del display Retina non è stato fatto altro che chiamare con un nome differente, ed attribuirgli una sorta di unicità aurea, un normale display touchscreen ad elevata densità. Secondo qualsiasi fonte reperibile online e non solo, “display Retina” è la denominazione in uso presso la Apple per indicare display la cui densità di pixel-per-pollice è superiore alla capacità dell’occhio umano di cogliere differenze di risoluzione ad una determinata distanza.

Differentemente dunque dalla risoluzione di uno schermo (che è un parametro incontrovertibile), un display è definibile Retina secondo valori variabili; inoltre è curioso notare come da una parte una risoluzione dei display maggiore di quanto sarebbe necessario (e quindi sostanzialmente inutile ai fini della normale esperienza utente) è vista in casa Cupertino come un valore aggiunto dei dispositivi da esaltare, mentre nel mondo Android è fortemente dibattuta la sensatezza del display QHD, attualmente (per via di un settore specifico, quello dei video in 4K, ancora in via di sviluppo) visti dalla maggioranza della community come una fonte di consumo energetico eccessivo e di aumento dei prezzi di vendita.

#4 – Steve Jobs NON ha inventato le videochiamate

Anche se può sembrare una precisazione superflua – chi mai potrebbe ritenere che FaceTime abbia dato vita al fenomeno delle videochiamate? – sono davvero in tanti a ritenere che Steve Jobs, o quantomeno la Apple, abbiano introdotto sul mercato delle applicazioni mobili e fisse le videochiamate, che sarebbero poi state riprese dalla concorrenza all’interno dei propri prodotti.

steve jobs non ha inventato le videochiamate
E voi quale preferite?

Skype, che nonostante i numerosi cambi di proprietario ha sempre goduto di un ottimo team di sviluppatori, introdusse le videochiamate molto tempo prima di FaceTime, il quale fu presentato al pubblico solo nel corso del WWCD 2010, quando ormai si erano già diffuse in quanto strumento di comunicazione intercontinentale.

#5 – Steve Jobs NON ha inventato l’iPod (nè gli store musicali online)

Abbiamo tenuto probabilmente la più grande delle sorprese per l’ultima posizione: Steve Jobs, nonostante la comune idea, non è stato l’ideatore dell’iPod ma, ancora, è stato meglio un abile imprenditore che seppe valutare le potenzialità esplosive di un prodotto la cui paternità però non gli appartiene assolutamente.

Steve Jobs ha copiato 3
Il signor Kramer

Il primo prototipo dell’iPod fu realizzato nel 1979 dall’inglese Kane Kramer, un signore inglese di 52 anni che, nonostante non possedesse nemmeno la licenza media, ideò un dispositivo costruito in plastica e circuiti che aveva la capacità di riprodurre solamente 3,5 minuti di musica, tutt’al più metà della canzone “Bohemian Rapsody” dei Queen. Tale iPod, denominato in un primo tempo IXI, fu subito brevettato ma non avendo nè trovato finanziatori nè possedendo il denaro necessario per rinnovare il diritto di possesso, Kramer si vide portare via la propria invenzione prima dalla Apple e successivamente dalla Burst, che in questi anni ha chiamato in tribunale proprio la casa di Cupertino accusandola di aver basato la propria linea di iPod utilizzando una tecnologia già di loro proprietà.

Steve Jobs ha copiato 4
Una delle prime bozze dell’IXI

La Apple, minacciata da una multa da 10 milioni di dollari, ha contattato di prima persona il signor Kramer perchè depositasse la propria storia nell’aula del tribunale; purtroppo ciò non è servito ed anzi Apple ala fine del dibattito è stata costretta a versare la somma richiesta (potete trovare QUI ed anche QUI tutti i dettagli).

Per quanto riguarda gli store online digitali, certamente iTunes ha guadagnato una fetta importante di mercato ma allo stesso tempo non è stata la prima compagnia a lanciarsi nella vendita virtuale di brani e canzoni: nel 1998 Rimoteca fu uno dei primi partner di case discografiche come Universal, Warner e Sony a vendere i successi dei cantanti registrati sotto le loro etichette esclusivamente attraverso una piattaforma online.

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