Android Beam: cos’è, come funziona e come inviare un file tra smartphone con Android Beam – GNU

Avevamo già parlato di Android Beam in un’altra Guida per Nuovi Utenti dedicata alla tecnologia NFC, una forma di comunicazione e trasmissione file tra dispositivi Android e altri accessori tecnologici (come i tag NFC, appunto): il rapporto che intercorre tra i due è dello stesso tipo di quello presente tra WiFi e WiFi Direct e tra rete telefonica e chiamate vocali, ossia di tecnologia e sua modalità di applicazione pratica.

Android Beam consente infatti di inviare immagini, video, indicazioni stradali e qualsiasi altra forma di contenuto ad un altro device che possieda un chip NFC; mente tipicamente ogni smartphone possiede due metodi di file sharing tramite Android Beam (ma nei fatti solamente uno è autorizzato alla trasmissione effettiva di file), i dispositivi Samsung dispongono anche di S-Beam, un’evoluzione che integra insieme alla tecnologia NFC anche Wifi Direct.

Siete pronti a scoprire cos’è Android Beam, come funziona e come inviare file ad uno smartphone con Android Beam?

Android Beam non è da tutti – Android Beam: cos’è

Android Beam, così come accennato nell’introduzione a questa Guida per Nuovi Utenti, basa il proprio funzionamento sull’utilizzo del sensore NFC quale forma di comunicazione e trasmissione dati tra device.

Android Beam è presente su tutti gli smartphone Android 4.0 e superiori / Crediti ad HTC.com

Diverso sia nella portata che nella forma dal Bluetooth e per questo scarsamente classificabile come concorrente della più antica forma di file sharing tra device (il Bluetooth teme molto più la concorrenza di Wifi Direct che dell’NFC), Android Beam è una prerogativa degli smartphone che ne possiedono l’apposito chip; una condizione non così scontata, dato che se anche Android Beam è presente sin dai tempi di Android 4.0 Ice Cream Sandwich, non tutte le case di produzione hanno deciso di puntare su tale tecnologia, sia per ragioni economiche (tutti i Top di Gamma della casa OnePlus ne sono sprovvisti per mantenere i costi di produzioni il più bassi possibile) sia per scelte di marketing.

Touch to beam, ma non solo – Android Beam: come funziona

Android Beam possiede una portata molto limitata, al contrario di Bluetooth e Wifi Direct, e di conseguenza è necessario che i due smartphone vengano messi quasi a contatto perchè la trasmissione dei dati o dei link tramite Touch to Beam possa avvenire senza particolari problemi di connessione.

“Impostazioni” > “Wireless e reti” > “NFC”

Qui sorge naturalmente uno dei tanti problemi che affliggono Android Beam: se anche è semplice capire come Android Beam funziona (per attivare il sensore occorre accedere a “Impostazioni” > “Wireless e reti” > “Altro” [opzionale] > “NFC“, e una volta attivato il sensore si attiverà anche la funzionalità Android Beam), meno intuitivo è riconoscerne la posizione del chip; se anche solitamente viene posto nella parte posteriore del dispositivo, ciò non è sufficiente per garantire una riuscita positiva dell’operazione. ciononostante, così come la stessa guida di Google a riguardo di Android Beam afferma – che potete reperire QUI – il sensore NFC viene posizionato in corrispondenza della parte centrale della cover posteriore, in certi casi attorno al logo stesso dello smartphone.

Altro problema è trovarne la locazione nelle Impostazioni, dato che alcuni produttori, pur avendo integrato Android Beam nei propri device, non ne fanno menzione nei menu e solo con una sufficiente dose di pazienza si riesce ad abilitare il menu che ne regola le connessioni.

Tre forme di comunicazione, un’unica tecnologia – Android Beam: come inviare un file ad uno smatphone con Android Beam

Android Beam possiede due modalità di trasmissione dati: Touch to Beam è quella più cronologicamente anziana, dato che venne introdotta durante la prima apparizione del sensore NFC negli smartphone Android ai tempi di Android 4.0 Ice Cream Sandwich, mentre la seconda, che non possiede un nome specifico, è una forma potenziata di Android Beam che giunse con Android Lollipop (e dunque è supportata da tutti quei dispositivi che abbiano ricevuto l’aggiornamento a quella versione) e che ampliò il raggio di condivisione a tutti le tipologie di file. L’ultima invece è S-Beam, la versione esclusiva di Samsung di Android Beam.

Per ogni modalità è semplicemente necessario selezionare il file da condividere, tappare sull’icona “Condividi” e selezionare dalla lista delle app supportate Android Beam, dopodichè apparirà una scritta o una descrizione in primo piano sullo schermo. Da qui bisognerà semplicemente avvicinare i due device per avviare la condivisione.

Touch to Beam

Touch to Beam

Touch to Beam è la forma più vecchia di file sharing di Android Beam; è regolabile direttamente dalle Impostazioni e consente di condividere link di pagine web, immagini e file di piccole dimensioni ad un altro dispositivo. Nel momento della condivisione diretta apparirà la scritta “Touch to Beam“, e qualora i due device venissero allontanati nel momento della condivisione, al sensore NFC verrà affiancato il Bluetooth per terminare l’operazione.


File Sharing

File Sharing

Il secondo metodo di trasmissione dati di Android Beam è stato introdotto a partire da Android Lollipop, e di conseguenza si riduce la forbice di dispositivi che lo supportano: praticamente con Android 5.0 sono stati inseriti anche i file multimediali più pesanti come video, immagini, file APK e tutte le altre tipologie di contenuto. La procedura di condivisione è sempte la stessa, ma la potenza è di molto più alta.


S-Beam

S-Beam

La modalità denominata S-Beam prende naturalmente il nome dalla peculiare commistione di Wifi Direct ed NFC operata da Samsung che nei fatti su traduce in una velocità di condivisione di gran lunga superiore alla media.

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