Gli 8 miti e luoghi comuni sulle batterie degli smartphone da sfatare

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Quotidianamente vengono dati consigli molto generalisti e ben poco aderenti alla realtà riguardo le batterie degli smartphone a coloro che ne fanno richiesta; nello stesso tempo altrettanti utenti continuano a seguire abitudini al limite della superstizione per mantenere le batterie in vita più a lungo possibile ed in grado di mantenere la carica.

Per questo abbiamo deciso di stilare una lista di consigli e suggerimenti che saranno utili a smascherare o sfatare falsi miti e credenze che, a livello popolare e d’utenza si sono sviluppate, anche in base a reali presupposti che però si hanno degenerato in pratiche prive di fondamento e d’utilità.

Siete pronti a rivedere i vostri metodi di ricarica della batteria dello smartphone?

#1 – Bisogna evitare di utilizzare lo smartphone durante la ricarica

Il primo falso mito riguardo le batterie che è assolutamente necessario sfatare riguarda l’utilizzo dello smartphone durante la ricarica: è falso che questo non debba essere utilizzato durante questa fase.

Falsi miti sulle batterie Android 6
Lo smartphone in carica va lasciato in pace?

Naturalmente si tratta di un falso mito ai limiti del buon senso: giocare, ascoltare la musica o navigare su Internet impegnano numerosi processi che a loro volta necessitano di molte risorse, causando un riscaldamento progressivo del vano batteria oltre che un suo continuo consumo; di conseguenza è bene limitarne l’uso per evitare di impiegare troppo tempo per la ricarica effettiva dello smartphone (praticamente sarebbe come fare il pieno di benzina all’automobile mantenendo il motore acceso), dato che i device più moderni rallentano i processi per evitare che il surriscaldamento eccessivo possa causare reazioni non previste.

Ma non sperate che il completo inutilizzo dello smartphone durante la ricarica gli impedisca di utilizzare comunque la batteria: esistono sempre processi anche interni al sistema operativo che saranno sempre attivi, e che dunque impegneranno in ogni caso delle risorse avide di consumo energetico.

#2 – Bisogna scaricare completamente la batteria prima di ricaricarla

Si tratta di uno dei falsi miti sulle batterie degli smartphone più longevi e resistenti, e probabilmente qualunque utente Android lo ha seguito per qualche tempo prima di rendersi conto dell’errore (o di leggere questo articolo): le batterie degli smartphone non vanno scaricate completamente prima di essere ricaricate.

Falsi miti sulle batterie Android 3
Oh-ho

Questo luogo comune deriva da un tempo remoto, durante il quale al posto delle batterie Li-on venivano inserite negli smartphone e telefonini le batterie di tipologia NiMH e NiCd, che subivano il cosiddetto “effetto memoria“: affinchè la batteria si ricordasse la sua effettiva capacità occorreva che venisse scaricata completamente prima della fase di ricarica, altrimenti la capacità sarebbe lentamente diminuita. Applicando lo stesso ragionamento alle batterie Li-on si ottiene invece l’effetto non desiderato, anche se la realtà dei fatti non è così drammatica come potrebbero avervela descritta.

La nuova tecnologia legata alle batterie di ultima generazione necessita di ricariche anche brevi ma mai compiute vicino alla soglia di spegnimento, dato che potrebbero soffrirne e diminuire le proprie prestazioni: ogni batteria ha infatti un numero limitato di Cicli di Ricarica, dopo i quali periodicamente la capacità si abbassa; l’esaurimento completo della ricarica non è consigliato nemmeno per la ricalibrazione della batteria, per la quale invece sarebbe meglio raggiungere al massimo il 10%.

#3 – Non bisogna ricaricare gli smartphone durante la notte

Un altro falso mito riguarda una pratica molto diffusa ma allo stesso tempo molto dibattuta: conviene ricaricare lo smartphone durante la notte, o potrebbe compromettere la sicurezza sia del device che del suo utente?

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Meglio lasciare riposare? / Crediti a WikiHow

Possiamo dirvi subito che causa più danni la ricarica dello smartphone nel letto (o sopra qualche altro sostegno in tessuto) piuttosto che quando si è a letto: le batterie non sono rimaste ferme agli anni ’90, ed i ricercatori hanno migliorato non solo la capacità e la velocità di ricarica ma anche la tecnologia che si nasconde dietro questo processo. Sia i caricabatterie che le batterie esterne che quelle integrate sono costruite e/o programmate per interrompere o diminuire l’afflusso di energia nel momento in cui si raggiunga la soglia massima, evitandone in questo modo il surriscaldamento.

Non preoccupatevi dunque, potete ricaricare il vostro smartphone durante la notte. Come detto però nel paragrafo precedente, una ricarica prolungata potrebbe diminuire sul lungo corso la capacità della batteria.

Se volete saperne di più sui cicli di ricarica, vi conviene leggere QUI la nostra guida sul Grafico del Consumi dello smartphone, e come interpretarlo.

#4 – I task manager/task killer aumentano la durata della batteria

Ne abbiamo dibattuto a lungo riguardo questo argomento su AppElmo, ma ripetere il concetto non è mai una cattiva idea: i task killer in alcun modo aiutano le prestazioni dello smartphone nè aumentano la durata della batteria, anzi!

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L’unico task killer deve essere l’utente! / Crediti ad AppUSB

I task manager sono i primi responsabili di un calo delle prestazioni degli smartphone dato che Android, per via della sua natura di sistema operativo, gestisce in maniera autonoma le app che devono essere aperte o chiuse, senza la necessità di avere a supporto un tool che ne automatizzi il processo (altrimenti gli sviluppatori di Google ne avrebbero integrato uno ufficiale, non pensate?). Su Android sono decine le app che lavorano costantemente in background per sincronizzare informazioni, eseguire salvataggi o mantenersi attive per un’eventuale riapertura; il sistema operativo regola le richieste di ciascuna app in termini di memoria RAM distribuendone la capacità a seconda delle necessità.

Un task killer invece uccide processi già in corso che forse (anzi, molto probabilmente) si riapriranno automaticamente pochi secondi dopo, o che impiegheranno in questo modo molto più tempo (e risorse, e quindi batteria) per riavviarsi. Senza contare che, essendo un’applicazione anche loro, occupano memoria RAM.

Se volete saperne di più, potete leggere QUI tutti i motivi per cui dovreste lasciare perdere un task killer.

#5 – Non bisogna mai spegnere lo schermo del cellulare

Potrà sembrare assurdo a molti, ma esistono davvero numerosi utenti Android che ritengono che spegnere lo schermo dello smartphone possa diminuirne la capacità di ricarica, danneggiando la batteria.

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Lo schermo acceso non è influente…? / Crediti a ibtimes.co.uk

Non sappiamo esattamente da dove derivi questa bizzarra credenza (ma riteniamo di poter accusare senza ombra di dubbio la Apple), ma gli smartphone necessitano di mantenere lo schermo spento tutte le volte che il suo utilizzo non è necessario: la prima fonte di consumo delle batterie Android è proprio lo schermo, dato che i produttori si dilettano nel renderli sempre più grandi e potenti, senza però al contempo implementare la capacità delle batterie o migliorarne il consumo. Di conseguenza, spegnete lo schermo quando potete.

E se volete farlo con intelligenza, scoprite QUI l’app che vi aiuterà a programmare in maniera ottimizzata l’accensione e lo spegnimento dello schermo!

#6 – Bluetooth e Wifi devono essere mantenuti spenti

Nonostante tutto, si tratta di un falso mito per metà: il Bluetooth ed il wifi impegnano effettivamente numerose risorse, ma in maniera molto limitata rispetto al passato o ad altre forme di comunicazione digitale.

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Spegnere il Wifi? Non è del tutto necessario!

Mentre il GPS (pur essendo un servizio in background) causa un rapido consumo della batteria, allo stesso modo del traffico dati, il wifi invece si attesta come uno dei meno esigenti sistemi per la rilevazione della posizione, oltre che per la connessione alla rete Internet. Oltre a ciò, registriamo anche un punto a favore del Bluetooth che, con il raggiungimento della versione 4.0 della sua tecnologia, ha portato nella sua biblioteca di tool e modalità anche la fase Low Energy, dove i consumi sono ridotti completamente al minimo.

Se poi volete saperne di più riguardo il Bluetooth, allora cliccate QUI per leggere in un’altra scheda la nostra Guida per Nuovi Utenti a riguardo.

#7 – Le chiamate vocali, la navigazione su browser ed il download di app possono consumare più velocemente la batteria

Anche in questo caso troviamo un falso mito con cui avere a che fare, anche se possiamo inserire in questa categoria solamente le ultime due voci.

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Certe chiamate vocali consumano più di altre!

Di per sè infatti il download di app non comporta alcun consumo maggioritario della batteria rispetto al normale, così come la navigazione su browser non impegna più processi di un’altra app; l’utilizzo del traffico dati potrebbe invece avere un impatto, dato che si tratta di una funzionalità necessaria per poter visitare una pagina web o scaricare un aggiornamento. Per le chiamate vocali invece non esiste alcun falso mito che tenga; sono i giochi con modalità multiplayer online e lo streaming di film e video su smartphone a causare un crollo della carica, sempre per via dell’impiego di risorse superiore al normale e l’utilizzo dello schermo.

A tal proposito, scoprite QUI quanto consumano le chiamate vocali di WhatsApp!

#8 – I caricabatterie economici possono sostituire quelli autentici

Il detto “chi più spende, meno spende” è assolutamente valido anche nel caso delle batterie degli smartphone Android: mai risparmiare sulla dotazione in termini di cavi USB e prese OEM, dato che le conseguenze potrebbero essere catastrofiche.

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Mai fidarsi dei caricabatterie troppo economici! / Crediti a Ohgizmo.com

Caricabatterie che non appartengono alle marche più fidate o alla casa di produzione dello smartphone in questione e che vengono venduti ad un prezzo terribilmente economico non costituiscono un’occasione da non perdere, quanto più una trappola dalla quale stare alla larga: inaffidabili sulla capacità di potenza, probabilmente prodotti senza rispettare gli standard qualitativi di una compagnia del settore e privi di qualunque forma di tecnologia che ne regoli la ricarica. I caricabatterie economici sono da evitare, dato che potrebbero causare uno stress della batteria e di conseguenza un suo danneggiamento.

Abbiamo sfatato tutti i falsi miti, ma ora è tempo di ottimizzare la ricarica! Leggi QUI i nostri Saggi Consigli per non sprecare energia nella ricarica dello smartphone!

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