Google ed Alphabet: che cos’è, perchè è nata e cosa cambierà – GNU

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Alphabet è caduta come un fulmine a ciel sereno per la maggior parte degli utenti: una novità davvero esplosiva, ma soprattutto una mossa che nessuno si aspettava. Perchè Alphabet? Perchè proprio adesso? Cosa succederà a Google, e soprattutto che cos’è Alphabet?

In realtà, come avrete modo di leggere in questa Guida per Nuovi Utenti che abbiamo stilato sull’argomento, non tutti sono rimasti così sorpresi dalla nascita di questa nuova compagnia: a conti fatti, anzi, Alphabet è la forma che più si adatta alle nuove esigenze di Google, ma soprattutto alle smisurate ambizioni di Larry Page e del suo fido compagno Sergey Brin. Alphabet è molto più di una semplice mega-compagnia, di un contenitore atto a raccogliere decine, se non centinaia, di sussidiarie che ora, seppur indipendenti, continueranno a rimanere sotto l’ombrello protettivo di Google: rimarreste sorpresi di sapere gli intricati ragionamenti che hanno spinto a scegliere questo nome; ma non preoccupatevi, vi spiegheremo anche questo.

Siete pronti a scoprire cos’è Alphabet?

“Una collezione di compagnie – Alphabet: che cos’è

Per molti capire l’essenza di Alphabet non sarà facile, soprattutto perchè, all’apparenza, non presenta grandi differenze con Google, solo leggermente ridimensionato: per citare Larry Page, uno degli storici fondatori, Alphabet non è “niente più che una collezione di compagnie“.

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Una piramide di compagnie

E questa è certamente la frase che più semplicemente si avvicina alla verità: Alphabet è un grande contenitore in cui trovano posto non soltanto Google, YouTube e GMail, ma anche compagnie esterne come Nest, Google Fiber e Google X, tutti team di ricerca e sviluppo che prima vivevano all’interno della casa madre ma che ora, con la creazione di Alphabet, hanno assunto il ruolo di compagnie sussidiarie indipendenti. Se negli Stati Uniti il paragone che più si avvicina alla struttura di Alphabet è quello con la General Electric, in Italia possiamo accostare, con le dovute differenze in fatto di dimensioni, Fininvest con la nuova creatura di Page: una società che possiede sotto il suo ombrello protettivo imprese con nomi diversi, ma che continuano ad appartenere ad un unico proprietario.

Business is business – Alphabet: perchè

Dopo aver compreso, a grandi linee, cosa Alphabet sia, bisognerà capire invece il motivo celato dietro la decisione di compiere un così grande passo: la trasformazione di un impero tecnologico centralizzato in una selva di compagnie sussidiarie parzialmente indipendenti.

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Una selva di compagnie: meglio una riorganizzazione?

Le motivazioni, anche se varie, possono essere raggruppate all’interno di tre grandi ordini: di fattore legale, di fattore economico-finanziario e di fattore assicurativo. Praticamente Google finora aveva mantenuto una struttura fortemente accentrata, collezionando le start-up che progressivamente procedeva ad acquistare al proprio interno e sviluppando esternamente a sè solamente tre compagnie: due in Irlanda, ma solamente per motivi fiscali (per i quali Google è anche finita nel mirino delle polizie finanziarie europee) e una LCC situata in Delaware. Facendo un paragone con la Disney, una società grande poco meno che la metà di Google, questa possedeva affiliate solamente nel 2014 ben 73 sussidiarie: perchè creare compagnie specializzate per la gestione di Euro Disney, Disney World e addirittura impiantare una LPP dedicata unicamente al merchandising di Spider-Man?

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Google è pronta per passare dal via?

Il problema non è la struttura perfettamente normale, per una società di quelle dimensioni, adottata dalla Disney, bensì la conformazione di Google, altamente rischiosa dal punto di vista commerciale: se qualcosa di terribile fosse accaduto alla compagnia principale, ossia a Google stessa, tutte le start-up a lei affiliate avrebbero chiuso, sarebbero state vendute od obliterate dall’esplosione finanziaria che il crollo avrebbe fatto registrare nei mercati. Con la creazione di Alphabet e la trasformazione di tutti i progetti in corso in compagnie indipendenti, un rischio del genere non esiste più: se Mountain View venisse rasa al suolo da un attacco nucleare nord-coreano, siate certi che Calico potrebbe continuare la sua produzione d’idee.

Il terzo motivo, quello di ordine legislativo, è dovuto principalmente al settore europeo: nel vecchio continente siamo quantomeno attenti alla sicurezza, al rispetto per l’ambiente e contrari all’introduzione di nuove tecnologie non ancora sottoposte al vaglio critico della Legge. Per questo il terreno di Google in Europa è apparso finora quantomeno accidentato e scosceso, poichè ogni suo movimento veniva valutato non soltanto per il settore in cui agiva nel momento contingente – la banda larga, per esempio – ma anche in base a tutte le sue compagnie affiliate. Con Alphabet, invece, Google sarà Google e basta, mentre i settori più delicati (come Google X) rimarranno fuori dalle trattative quando si tratterà di esportare in maniera più massiccia Android in Francia, Germania o Italia.

Chi non muore si rivede – Alphabet: cosa cambierà con Google?

Google è dunque il grande sconfitto di questa storia? Assolutamente no, dato che, ricordiamolo, rimane ancora la testa di un grande mostro che si nasconde sotto il nome di Alphabet.

Alphabet infatti non è niente più che un marchio; per citare il Guardian, la nuova compagnia è un “anti-brand“, creato per le motivazioni sopra indicate; così come lo ha ben individuato David Bendam, autore di un famoso libro sui vantaggi apportati dalle compagnie sussidiare nel settore delle multinazionali, “Alphabet è una struttura pulita e diretta per il controllo [delle sussidiarie di Google]“.

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Il buon Sundar Pichai

A conti fatti, invece, è Google ad aver guadagnato più di tutti dalla creazione di Alphabet: con una struttura più snella e libero dai pesi che costituivano quelle compagnie alquanto lontane dal settore dell’internet e della telefonia (Calico prima tra tutte), la società di Mountain View potrà affrontare con rinnovata energia il mercato. Oltre a ciò, si aggiunge la promozione a direttore esecutivo di Google di Sundar Pichai, ex boss di Android; Google continuerà infatti ad amministrare Google Maps, Android, GMail, YouTube, Google Ads e i principali settori affiliati. Per l’utente medio non ci saranno praticamente variazioni, se non qualche cambiamento in termini di nomi e brand, in particolar modo nel caso di Google Fiber.

“Don’t be evil” – Alphabet: le ragioni del nome

Infine, giungiamo all’interrogativo posto nell’introduzione a questa Guida per Nuovi Utenti: perchè Page ha scelto “Alphabet” come nome per la propria compagnia?

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La prima ed unica pagina del nuovo sito di Alphabet

Le ragioni, anche in questo caso, sono di vario ordine: prima di tutto il settore marketing ha suggerito un richiamo all’alfabeto per indicare non soltanto la collezione ordinata di aziende che la compagnia ha posizionato sui propri scaffali nel corso degli anni (e il richiamo lo si trova anche nel sito della società, abc.xyz), ma anche per sottolineare che, così che l’alfabeto è stata una delle più grandi invenzioni dell’uomo tale da permettergli di comunicare, così anche Google e le sue partecipate apporteranno gli stessi benefici all’umanità.

In secondo luogo, nel gergo finanziario con “alpha” si intende il ricavo da un investimento che supera la spesa iniziale, mentre il termine “bet” indica invece la scommessa (e da qui “Alpha-bet“); infine, Alphabet è anche il nome di un celebre Cattivo di un film di James Bond, ma purtroppo Google, e non Alphabet, possiede il motto “Don’t be evil“.

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