I 4 Saggi Consigli e suggerimenti per aumentare la privacy su Android

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Su Android la privacy è costantemente a rischio, a causa sia delle applicazioni che attraverso i permessi sono in grado di penetrare nelle nostre informazioni personali, sia di una serie di fattori che se sommati comportano una sovraesposizione dei propri dati che altrimenti non sarebbe necessaria.

Lo smartphone ormai è diventato una vera banca dati sulle abitudini, le preferenze e la personalità dell’utente interessato, ed è veramente irresponsabile non prendersi cura del livello di protezione dei propri dati sensibili, che possono essere reperiti non solo per via digitale ma anche attraverso un’azione fisica, a seguito del furto o dello smarrimento del telefono.

Di conseguenza, perchè rischiare? Siete pronti a scoprire i nostri 6 Saggi Consigli e suggerimenti per aumentare la privacy su Android?

01 – Impostate un lock screen

Il primo passo per rendere il proprio smartphone molto più sicuro ed al riparo da occhi indiscreti è un lock screen, una porta di sicurezza che impedirà a chiunque non sia in possesso della password o del PIN di accedere fisicamente (dato che contro un attacco online è praticamente inutile) ai contenuti del vostro device.

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Per impostare un lock screen accedete alle “Impostazioni” > “Sicurezza” > “Blocco schermo“, e dopo aver tappato su quest’opzione selezionate il tipo di blocco schermo che intendete applicare, se un PIN numerico, un segno di sblocco manuale o un codice testuale. Vi facciamo solamente una raccomandazione, ossia vi invitiamo a non impostare password risibilmente prevedibili o sequenze banali già all’epoca di Windows Millennium Edition: anche se impiegherete più di 1,5 secondi per sbloccare lo schermo ed accedere a WhatsApp, vi assicuriamo che il livello di sicurezza ne beneficerà.

Naturalmente il lock screen è solo la prima parte di un piano più complesso, per il completamento del quale sarebbe necessario attivare anche il criptaggio dei contenuti della memoria interna e della scheda SD, accedendo alle “Impostazioni” > “Memoria“. Il criptaggio renderebbe necessario l’inserimento della password ogni qual volta si acceda a contenuti presenti su una delle due memorie, ma a causa dell’aumento esponenziale dei tempi di utilizzo dello smartphone e del consumo superiore di energia dovuto a questa funzionalità, viene scarsamente utilizzata.

02 – Criptate i vostri messaggi

Per rendere più sicura la vostra privacy, è necessario porre maggior attenzione al livello di criptaggio dei contenuti che alcune applicazioni offrono per quanto riguarda la comunicazione tra dispositivi: il criptaggio agisce sulle telefonate, sui messaggi di chat, sulla navigazione Internet e sugli SMS, rendendone impossibile da leggere i contenuti attraverso un sistema di codificazione. Praticamente il criptaggio non impossibilita un hacker  dall’intercettare i contenuti scambiati con la Rete, ma li trasforma in indecifrabili sequenze di dati incomprensibili per chiunque non possegga la chiave di sicurezza.

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Il criptaggio protegge la privacy!

Il criptaggio dei dati però non è ben visto da tutti, nonostante sia un potente alleato per la privacy degli utenti: il governo inglese sta discutendo una proposta di legge che se approvata renderebbe illegale la decifratura dei contenuti, in modo da permettere alle istituzioni di intercettare gli SMS e le email scambiate dagli jiadisti, disinteressandosi però della sorte di centinaia di migliaia di britannici.

Attualmente numerose applicazioni di chat e messaggistica utilizzano un sistema di criptaggio, molto spesso però solo in alcuni tratti della comunicazione, non ricoprendo l’intero passaggio: WhatsApp, Snapchat e Bleep sono le più celebri, ma se davvero volete essere sicuri che nessuno possa intercettarvi o spiarvi nei vostri momenti più intimi, vi consigliamo di utilizzare RedPhone per proteggere le telefonate, mentre TextSecure sarà perfetto per gli SMS.

03 – Usate una connessione VPN, con moderazione

Una connessione VPN (Virtual Private Network) provvede ad aumentare il livello di privacy durante la navigazione sul browser, anche se non garantisce l’assoluto anonimato, così come la modalità di navigazione in incognito che la maggior parte dei browser attualmente dispone. Una connessione VPN, invece che mettere immediatamente in comunicazione l’utente con il sito a cui desidera accedere, primariamente lo collega con un server il quale filtra la connessione e nasconde l’utente da un possibile tracciamento.

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TunnelBear è uno dei migliori servizi VPN

Grazie ad una connessione VPN è possibile anche accedere a contenuti limitati in un certo Paese: ad esempio, se un video su YouTube risulta bloccato in Italia ma disponibile negli Stati Uniti, allora grazie ad un’app VPN ci si potrà collegare ad un server statunitense per aggirare il blocco.

Naturalmente esistono una serie di Contro alle connessioni VPN, sia per quanto riguarda le sole prestazioni dello smartphone, sia sul versante della sicurezza: primariamente la connessione Internet, se mediata dall’effetto di un collegamento VPN, sarà necessariamente più lenta e dispendiosa in termini di traffico dati, visto che dovrà sottoporsi ad un passaggio ulteriore (la connessione al server che agirà da filtro); in secondo luogo, non tutte le VPN sono da considerarsi affidabili, dato che tendono a registrare gli indirizzi IP dei fruitori e a vendere i dati registrati alle terze parti.

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Le connessioni VPN proteggono lo smartphone, ma non sempre

Inoltre non tutte sono immuni agli attacchi dei cracker: Hola Unblocker, un celebre provider di servizi VPN ne è stata di recente soggetta, dato che le connessioni P2P che vengono utilizzate possono fornire ghiotte occasioni ai malintenzionati. Per essere davvero sicuri della privacy che una connessione VPN può garantire, probabilmente sarete costretti a pagare un canone mensile; i servizi più affidabili che vi possiamo consigliare sono gestiti da TunnelBear, CyberGhost e VyprVPN.

04 – Fate attenzione ai permessi delle applicazioni

I permessi sono certamente un altro capitolo da ben considerare nel momento in cui si procede ad installare un’applicazione sul proprio smartphone: difficilmente controllabili sul momento e spesso nemmeno degnati della giusta attenzione da parte degli utenti – facilitando il gioco degli sviluppatori di malware – i permessi su Android sono una reale minaccia in quanto porte aperte sulle proprie informazioni sensibili.

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Con Android M sarà finalmente possibile gestire in maniera adeguata i permessi

Nono solo applicazioni misconosciute, ma anche le celebri case di sviluppo tendono a fare un uso indiscriminato del sistema dei permessi, richiedendone, tra quelli realmente necessari, almeno uno o due totalmente estranei alla loro primaria funzione e spesso finalizzati ad una maggiore indicizzazione delle pubblicità in-app. Fortunatamente su Android Marshmallow questo regno di terrore ha avuto una fine grazie al sistema di gestione che ha reso possibile la revoca dei singoli permessi, rischiando però al contempo di privare le app di funzionalità a cui certi permessi, all’apparenza invasivi, erano collegati.

Per saperne di più sui permessi Android, date un’occhiata QUI alla lista di tutti i permessi, con relativa spiegazione sulla loro invasività, che abbiamo stilato.

Non perderti la nostra Guida per Nuovi Utenti sui Permessi Android: cosa sono e a cosa servono, ma soprattutto come funzionano! Leggila QUI!

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