Android Pay: cos’è, come funziona e le differenze con Google Wallet – GNU

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Forse Google Wallet non aveva riscontrato il successo che avrebbe meritato, ma ora Google ha deciso di andare avanti: durante il Google I/O 2015 è stato presentato infatti Android Pay, la versione evoluta ed aggiornata del sistema di pagamenti di Google che, questa volta, avrà un compito ancora più arduo da affrontare, ossia reggere la concorrenza di Apple Pay e, in parte, anche di Samsung Pay.

Ma esattamente come funziona Android Pay? Abbiamo avuto modo di vedere durante il Google I/O un esempio di prova di questa tecnologia, ma effettivamente nessuno conosce ancora il modo in cui e il perchè, in un futuro che tutti ormai ritengono prossimo, gli smartphone potranno sostituire le carte di credito.

Con l’aiuto di questa Guida per Nuovi Utenti potrete scoprire quale ormai è il punto più alto raggiunto dalla tecnologia mobile: siete pronti a diventare degli esperti di questo campo?

ATTENZIONE: Questa GNU è in costante aggiornamento per via dei rapidi cambiamenti che la piattaforma Android Pay sta subendo per cui alcune informazioni e/o paragrafi sono stati modificati per fornire a voi lettori notizie il più possibile veritiere. Continuiamo a lavorare per voi!

Bisognerà aspettare Android M – Android Pay: cos’è e come funziona

Innanzitutto iniziamo questa GNU con una spiacevole – ma pur sempre prevedibile – notizia: Android Pay non sarà disponibile sugli smartphone Android sino al rilascio di Android 6.0 M, ossia la versione più aggiornata e completa del sistema operativo di Mountain View di cui, per ora, esiste unicamente una Developer Preview.

AGGIORNAMENTO ALL’11/09/15: stando a quanto riportano le ultime notizie provenienti dagli Stati Uniti, Android Pay supporta le versioni di Android a partire da KitKat, quindi Android 4.4; la condizione necessaria è che gli smartphone in questione siano dotati di modulo NFC.

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Dovremo aspettare Android M, purtroppo…

Il metodo di funzionamento di Android Pay è quasi elementare: il terminale sfrutta la tecnologia NFC (Near-Field-Communication) per collegarsi al POS (Point Of Sale) – in cui solitamente vengono inserite la carte di credito – dell’attività commerciale e, tramite lo scambio quasi istantaneo d’informazioni, la transazione viene eseguita. Per dirla con le parole di Pali Bath, il direttore del product management di Google:

“Con Android Pay basterà semplicemente sbloccare lo smartphone come di solito, posizionarlo a fianco del terminale del negoziante e tutto fila liscio. Android Pay si occupa del lavoro sporco. Si avrà poi occasione di vedere sul proprio schermo sia la conferma del pagamento, sia tutti i dettagli dell’avvenuta transazione.”

Android Pay non supporterà solamente le carte di credito, ma anche le carte fedeltà e i buoni sconto, che potranno essere utilizzati allo stesso modo.

Vuoi saperne di più riguardo la tecnologia NFC? Allora dai un’occhiata QUI alla nostra Guida per Nuovi Utenti dedicata per scoprirne di più!

Il settore sicurezza – Android Pay: cos’è e come funziona

Naturalmente ciò che più preoccupa gli utenti riguardo il sistema di pagamento adottat da Google è proprio il comparto dedicato alla sicurezza del conto corrente collegato ad Android Pay: in che modo la casa di Mountain View proteggerà le informazioni sensibili dagli attacchi di potenziali pirati informatici?

Android Pay: che cos'è e come funziona
Security!

La risposta è molto semplice: Android Pay non avrà bisogno che, al’interno dello smartphone, venga memorizzato il numero del conto; attraverso la stessa tecnologia sfruttata da Apple Pay e dagli altri sistemi di pagamento, la cosiddetta “tokenization“, il device comunicherà le informazioni necessarie alla Rete gestita dalla banca con la quale siete affiliati ed il sistema vi fornirà un numero di conto virtuale, con il quale procedere con le operazioni di pagamento e che verrà archiviato nella memoria interna. Questo significa naturalmente che Android Pay necessiterà della connessione internet per funzionare, e c’è da interrogarsi su quali saranno i consumi.

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I lettori ad impronte saranno necessari?

Diversamente dalla propria controparte sviluppata a Cupertino, in linea teorica Android Pay non necessita assolutamente dello scanner delle impronte digitali per autenticare i pagamenti; dopo la presentazione di Android Marshmallow, però, Google ha assicurato che l’importanza degli scanner biometrici in Android Pay sarà aumentata, di conseguenza aspettiamoci un aumento del numero di device con tale sistema di sicurezza.

AGGIORNAMENTO ALL’11/09/15: Android Pay ha incrementato la sicurezza del proprio servizio aggiungendo che per ogni transazione l’utente sarà avvisato tramite SMS o email, per monitorare eventuali acquisti sospetti; in caso di smarrimento dello smartphone sarà possibile bloccare il servizio attraverso l’Android Device Manager.

Il ruolo delle app di terze parti – Android Pay: cos’è e come funziona

Naturalmente Android Pay non verrà utilizzato unicamente nel momento di effettuare un pagamento all’interno di un supermercato o di uno store fisico: durante un video tutoriale in occasione del Keynote del Google I/O 2015, ma anche in seguito al lancio ufficiale del servizio negli Stati Uniti nel settembre successivo, si è potuto vedere e sentir confermato che anche le applicazioni di terze parti – ossia esterne da Google – potranno sfruttare tale tecnologia per acquisti in-app tramite l’icona “Compra con Android Pay“.

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“Compra con Android Pay”

Google stessa ha già provveduto a rilasciare agi sviluppatori le API con le quali iniziare il processo di integrazione del sistema, e ha anche stilato alcuni servizi di pagamento online – come Braintree e Stripe – per una diffusione più rapida ed efficiente di Android Pay. Immaginiamo dunque che non soltanto Amazon ed eBay, ma anche tutte le altre app appartenenti a store online o che in qualunque caso offrono acquisti in-app (come Facebook, per esempio), provvederanno all’implementazione.

E Google Wallet? – Android Pay: cos’è e le differenze con Google Wallet

Android, nonostante Android Pay, possiede già il suo sistema ddi pagamenti: Google Wallet che però, così come abbiamo accennato all’inizio della guida, non ha mai ricevuto molta attenzione da parte dei consumatori.

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Google Wallet scomparirà?

Anch’esso era partito, nelle intenzioni di Google, come un sistema di transazioni via NFC ma purtroppo, a causa sia della concorrenza spietata operata da altri competitors del settore (i quali gli avevano frapposto Isis Wallet che, dopo le vicende in Siria, ha preferito intelligentemente cambiare nome in Softcard), sia del lento e svogliato passaggio dei rivenditori statunitensi dai POS normali a quelli dotati dei chip necessari al funzionamento di tale tecnologia, era scivolato lentamente nel dimenticatoio. Ora, con l’arrivo di Android Pay, Google Wallet sarà privato delle funzionalità che potrebbero entrare in conflitto con il nuovo servizio, e verrà dedicato ai pagamenti P2P e alle transazioni su Google Play.

AGGIORNAMENTO ALL’11/09/15: Google Wallet verrà destinato alle transazioni tra privati. Con l’ultimo aggiornamento ricevuto l’applicazione infatti consente l’invio di denaro a chiunque si trovi nel territorio degli Stati Uniti e possieda un’email sula quale possa essere sicuro di far arrivare i soldi, che potranno essere facilmente girati ad un conto corrente.

Quali industrie supporteranno la piattaforma – Android Pay: cos’è, come funziona e le differenze con Google Wallet

Android Pay non sarà lasciato solo: il giorno del suo debutto infatti sono stati davvero numerosi i carrier e le industrie che hanno assicurato il supporto e l’integrazione della piattaforma con gli attuali sistemi di pagamento; se le grandi catene prenderanno l’abitudine di inserire Android Pay in ogni punto vendita, ne sarà facilmente incoraggiata la diffusione capillare.

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Tutte le aziende che supporteranno Android Pay

CocaCola, Pepsi, SubWay e Gamestop sono solo alcune delle compagnie più famose (e più famigliari alle orecchie dei consumatori europei e italiani) che hanno aderito al progetto; tra le carte di credito troviamo American Express, Mastercard, Discover e VISA, e siamo lieti di trovare i quattro principali gestori di carte d’oltreoceano (dato che possiedono filiali e punti assistenza anche in Italia). Infine, è stato confermato che Android Pay sarà preinstallato nei prossimi smartphone che verranno venduti negli Stati Uniti sotto i carrier telefonici AT&T, Verizon Wireless e T-Mobile.

Cosa prospetta il futuro? – Android Pay: cos’è, come funziona e le differenze con Google Wallet

Android Pay rivoluzionerà il mercato? Forse sì, probabilmente no, o almeno non nell’immediato: così per come successe con Google Wallet, nonostante il fiorire di agguerriti concorrenti con omologhi sistemi di pagamento, i negozianti lentamente decideranno di sostituire i vecchi POS, e di conseguenza, senza traumi, Android Pay entrerà nelle vite di tutti. Sicuramente si tratta di un’innovazione notevole, ma bisognerà che Google fornisca notevoli e sicure credenziali sulla sicurezza del proprio servizio, se spera che gli utenti gli si affidino con totale sicurezza.

Android Pay: che cos'è e come funziona
Più di 500.000 retailers hanno già stretto accordi con Android Pay

Nel frattempo, aspettiamo Android M.

Android Pay, Samsung Pay, Apple Pay… Tanti galli in un pollaio; chi vincerà? Noi lo abbiamo già immaginato QUI: l’EDIToriale che analizza la situazione.

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