Secret: dai prelievi forzosi al cyberbullismo, tutti i dettagli sulla chiusura dell’app

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Secret è l’applicazione che fece parlare molto di sè presso i media, non solo statunitensi; noi di AppElmo abbiamo già avuto modo di riportarvi alcune informazioni riguardo la chiusura del social network “segreto” attraverso i nostri profili social, ma in quest’articolo tratterremo in maniera più approfondita le motivazioni che hanno portato al ritiro dell’app da tutti i market, compreso l’Amazon App Shop (!) e Google Play.

La vicenda di Secret si inserisce all’interno di un confuso pot-pourrì d’informazioni, più tendenti al complottismo che alla ricostruzione dei fatti; assemblando però i tasselli provenienti da siti di tecnologia e di news autorevoli ed accreditati siamo riusciti a ricostruire per intero la vicenda; di conseguenza, qui potrete leggere le cause che hanno portato al decesso di Secret.

Siete pronti per scoprire che al peggio non c’è mai fine?

Antefatto

NOTA BENE: i fatti raccontati e i relativi riferimenti temporali fanno fede alla data di pubblicazione dell’articolo, avvenuta nel maggio 2015.

Prima di trattare delle ragioni che hanno portato Secret alla chiusura, riteniamo sia più opportuno fornire una breve introduzione attraverso un riassunto dei fatti avvenuti negli ultimi mesi: David Byttow e Chrys Bader, due ex-dipendenti Google, fondarono 16 mesi fa il social network Secret, basato sulla segretezza degli utenti e sul conseguente anonimato delle loro dichiarazioni.

Secret app Android 3
Secret, dove ti sei nascosta?

Alla pari di InSegreto, gli iscritti di Secret potevano pubblicare su una bacheca pubblica dichiarazioni e confessioni, e l’idea piacque talmente tanto agli utenti Android i tutto il mondo che l’app arrivò a registrare 15 milioni di utenti attivi, nonchè entrate che si aggiravano tra i 25 e i 35 milioni di dollari. Delle cifre che non lasciano di certo alcun dubbio su quale potesse essere il futuro dell’app, sempre più lanciato verso le posizioni più alte delle classifiche dei market di app, sia Android che iOS che Amazon. All’improvviso però, attraverso un articolo pubblicato sul sito ufficiale, Bader annuncia l’imminente chiusura di Secret per via dell’uso improprio che gli utenti avevano incominciato a fare dell’app, arrivando a snaturare l’idea che stava dietro la sua creazione originaria. Tra qualche giorno Secret ed i suoi server non saranno più attivi.

Questi sono i fatti: ora cerchiamo di capire quali sono le motivazioni che hanno portato al decesso prematuro di un’applicazione dal concetto di base forse non molto originale, ma di certo molto promettente.

Lo spirito tradito

È questa la principale motivazione che, secondo le dichiarazioni rilasciate dagli sviluppatori, li avrebbe sprinti alla chiusura prematura di Secret: l’utilizzo totalmente improprio del social network, che da “confessionale” dove poter parlare in totale franchezza dei propri problemi e svelare i propri segreti più intimi, era diventata un ritrovo di narcisisti, cyberbulli e, quel che era peggio, era ormai diventato un sito d’incontri per l’organizzazione di appuntamenti al buio.

Secret app Android 4
Dai segreti agli appuntamenti al buio, il passo è breve

L’errore fatale compiuto dalla coppia di developers è stato infatti integrare una chat per la comunicazione tra utenti, permettendo in questo modo che persone del tutto sconosciute (perchè ogni iscritto non può nè deve venire a conoscenza di qualsiasi informazione riguardo un altro utente, a meno che non sia proprio quest’ultimo a fornirgliele) potessero relazionarsi: ne sono conseguite, oltre che i più prevedibili episodi di cyberbullismo, anche numerose segnalazioni dell’organizzarsi di un vero e proprio fenomeno di appuntamenti al buio, organizzati dagli utenti stessi. Joe Nocera, in un suo editoriale su New York Times, accusa Bader e Byttow di non aver saputo prevedere una così semplice e banale equazione come anonimato = cyberbullismo, tanto che già Ask.com ne aveva già saputo fornire testimonianza, con conseguenze assai tragiche.

Non ci possiamo non chiedere perchè i due sviluppatori non abbiano tentato perlomeno di sistemare il grosso pasticcio con un aggiornamento che eliminasse la chat privata, ma probabilmente Secret aveva già collezionato una cattiva fama e i due non se la sono sentiti di procedere oltre.

Qualche prelievo di troppo

La posizione della coppia Bader & Byttow non sembra essere così salda così come può apparire a prima vista: Bill Maris, manager di Google Ventures, la società che si occupa di stringere relazioni e partnership con le startup emergenti e le piccole aziende per conto del colosso americano, li ha accusati di aver compiuto una gestione un po’ troppo allegra delle finanze di Secret che, ve lo ricordiamo, superavano i 30 milioni di dollari ed un budget iniziale di ben 100 milioni.

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I due fondatori di Secret

Maris li aveva avvertiti: raccogliere così tanti soldi in così poco tempo (i finanziamenti erano giunti dopo pochi giorni dall’annuncio dell’app) li avrebbe portati unicamente a disattendere le aspettative del pubblico, che evidentemente si aspettava qualcosa di grosso, e subito, dai due ex-dipendenti Google. Senza contare che un’applicazione, sia pure di grande portata, non avrebbe mai avuto bisogno di 100 milioni di dollari per sopravvivere nei suoi primi mesi di vita, e la cronaca dei fatti lo dimostra: Bytter, così come riportato dal Times in gennaio, avrebbe comprato una Ferrari (rossa, naturalmente) prelevando i soldi necessari dalla cassa comune di Secret, mentre Bader avrebbe invece “preso in prestito 3 milioni di dollari per spese mai dichiarate.

Il successo e la conseguente fortuna che i due sviluppatori avevano accumulato sicuramente deve aver dato loro la testa, e di storie come queste siamo sicuri che ne sentiremo parlare ancora per molto.

La causa legale

Vi abbiamo già accennato, all’inizio di quest’articolo, di come Secret fosse finito sotto accusa per gli episodi di cyberbullismo che la chat tra utenti non aveva fatto altro che scatenare ed alimentare.

Secret app Android 2
Troppo cyberbullismo: il Brasile ha detto “no” a Secret

Gli episodi erano divenuti tanti frequenti che una corte distrettuale del Brasile ha vietato la presenza di Secret in ogni market pubblico di applicazioni del paese, affondando un duro colpo alla reputazione del social network.

La concorrenza

Naturalmente Secret non era l’unica applicazione del suo genere e, anzi, ha dovuto affrontare nei suoi 16 mesi di vita una spietata concorrenza, tanto che probabilmente è stata una delle cause che hanno portato alla chiusura.

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Meglio uno yak o una volpe?

Accusato infatti di mancanza di particolari innovazioni (e qui si capisce cosa intendesse Bill Maris quanto parlava di “eccessive aspettative da parte del pubblico“), Secret ha visto la sua utenza mano a mano scemare verso i lidi più sicuri e protetti di YakYak, suo diretto avversario; l’emorragia era tale che i programmatori del sito ufficiale hanno ridisegnato il comparto grafico dell’interfaccia adattandola, il più possibile, a quella di YakYak stesso. Una scelta che ha fatto ipotizzare, e a ragione, una mancanza di vera innovazione.

Il fallimento è spesso un’occasione di rinascita, ma non sempre: scopri QUI come e perchè CiaoIM e Sontex hanno perso l’occasione di fare la differenza!

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