Quanto paghereste per avere Android Lollipop?

Gli aggiornamenti iOS uccidono. Ed anche quelli Android – EDIToriale

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Questo EDIToriale nasce in maniera un po’ particolare: inizialmente infatti si doveva trattare di un #Applefun, data la commistione di tematiche iOS con elementi Android, argomenti che solitamente vengono reclusi nello spazio della rubrica settimanale del martedì. Questa volta, però, il tema trattato (la quaestio degli aggiornamenti sulle due piattaforme) mi ha così coinvolto da spingermi a scrivere un articolo non solo lungo, ma ricco di considerazioni personali, che esprimo unicamente all’interno degli EDIToriali.

Ecco dunque da dove deriva l’idea di suddividere, tra #Applefun ed EDIToriale, l’intero pezzo e susseguentemente anche la pubblicazione della rubrica il mercoledì invece che il martedì. Se volete leggere la parte iniziale di questo EDIToriale per non rimanere spaesati a primo impatto, vi consiglio di dare un’occhiata a iDiots, il conformismo degli utenti Apple in un cortometraggio, che oltre a fornire una breve introduzione al tema strappa qualche risata mettendo alla berlina il conformismo della maggioranza degli utenti Apple (e anche di buona parte di quelli Android).

Pronti a scoprire la tragica realtà degli aggiornamenti?

Gli aggiornamenti Apple uccidono

La situazione potrebbe non sembrare così tragica come ve l’abbiamo dipinta nella prefazione dell’#Applefun, ma certamente si tratta di un crescendo di episodi allarmanti, che susciterebbero l’attenzione (e le peggiori paure) anche nell’utente meno avveduto: dopo l’aggiornamento “maligno“ad iOS 8 per gli iPhone 4 e 4S, arrivò l’obbligo di download dell’album degli U2, che tanto piacquero alla casa di Cupertino da voler coinvolgere tutti i suoi utenti, in un crescendo di musica ed allegria, costringendoli a mantenere nella memoria del proprio smartphone brani musicali di cui non avevano fatto minimamente richiesta.

iDiots (3) aggiornamenti
È arrivato un aggiornamento iOS? Trema!

Il vero dramma che avrebbe dovuto spingere gli Apple users a quantomeno protestare non si trattò però della costrizione a cui vennero sottoposti per accettare un prodotto che non erano, teoricamente, ma anche moralmente, costretti ad accettare, ma la pericolosità che gli aggiornamenti stessi costituivano per gli iPhone più datati.

"Ragazzi, che si fa, si aggiorna?"
“Ragazzi, che si fa, si aggiorna?”

Così come infatti riportato da molti utenti nei forum dedicati e sulle pagine Facebook, e poi ripreso più volte da siti d’informazione tecnologica, iOS 8 ha procurato, e continua tutt’ora a procurare, terribili rallentamenti nei modelli 4 e 4S degli smartphone di Cupertino, a causa dell’evidente stato di anzianità dei loro processori, non più in grado di tollerare un simile peso di dati e funzionalità da gestire. Che l’iPhone 4 sia un modello superato è lapalissiano, ma ci sono ancora molti utenti che preferiscono risparmiare centinaia di euro acquistando questi iPhone per potersi godere i vantaggi (?) di un prodotto Apple, specialmente in campo gestionale e lavorativo, disinteressandosi al contempo dell’aspetto hardware e software; inoltre un possessore di iPhone 4 potrebbe preferire mantenere con sè l’ultimo modello progettato da Steve Jobs, piuttosto che un prodotto troppo lontano dall’antica mentalità Apple come l’iPhone 6 Plus.

iDiots aggiornamenti
Se non aggiorni tu, aggiorna Apple

Ma, scaricando iOS 8 completamente in buona fede (così com’è ovvio che sia: da Apple ad Android a Windows Phone, mai un utente immaginerebbe che un’aggiornamento ufficiale possa contenere un’insidia del genere), l’Apple user, magari non impratichito nel jailbreak o nei processi di downgrade (il rooting nostrano, praticamente), si ritrova costretto ad avere a che fare con un prodotto lento, scattoso, che ha ben poco della fluidità originaria e, soprattutto, con la memoria piena. Però in compenso può eseguire il backup automatico!

Qual è l’unica soluzione? Acquistare un nuovo iPhone, più bello, più nuovo, e soprattutto più costoso.

Gli aggiornamenti Android… Esistono?

Su Android il problema è esattamente l’opposto. Se infatti gli utenti Apple possono maledire il fato, gli dei e le stelle del firmamento per l’obbligo di download di iOS 8, di contro migliaia di utenti Samsung, ma non solo, sarebbero contenti di venire costretti dal proprio produttore di smartphone a scaricare un aggiornamento del sistema operativo.

Aggiornamenti Android
Quanto paghereste per avere Android Lollipop?

Anche se vi abbiamo già spiegato le ragioni che causano spesso grandi ritardi negli aggiornamenti via OTA dei telefoni Android, di contro non posso non imputare a deliberate scelte dei produttori il mancato upgrade del sistema operativo di numerosissimi modelli, specialmente quelli di fascia medio-bassa.

Su Android vige infatti una sorta di sistema castale: chiunque acquisti uno dei cosiddetti Top di Gamma, gli smartphone di punta di una casa produttrice, può essere sicuro sul fatto che il proprio cellulare riceverà un cospicuo numero di aggiornamenti; tale sicurezza diminuisce in maniera proporzionale al budget destinato all’acquisto del telefono, sino a giungere ai prodotti di fascia medio-bassa, il fondo del barile. Con tutta probabilità infatti (ma dipende dalla politica seguita dalla casa di produzione: Samsung è famosa per creare decine di modelli che immediatamente abbandona, mentre HTC tende a garantire un supporto più duraturo) tali device non conosceranno mai altra versione del sistema operativo che non sia quella preinstallata, e ciò è comprensibile, per certi versi, qualora le caratteristiche tecniche non ne consentano l’upgrade.

Aggiornamenti Android 4
Un’immagine che molti utenti Samsung non vedranno

Possiamo dunque dire che gli aggiornamenti uccidano anche su Android? In un certo senso: su Android possedere l’ultima versione del sistema operativo è sentita come una necessità, molto più che per l’Apple user. Ogni minima versione contiene infatti decine di novità che gli utenti sono ansiosi di esplorare e di possedere, dalla Security Mode di Lollipop in poi. Senza contare che le guerre tra produttori scatenano delle vere faide tra utenti, in cui il settarismo e l’amore incondizionato per la marca preferita portano a considerare il rilascio dell’ultima versione di Android come un gesto di premura ed affetto nei propri confronti (quante volte avrò visto utenti di trent’anni rinfacciarsi a vicenda di possedere Android Lollipop, uno spettacolo davvero indegno).

L’indisponibilità a ricevere gli aggiornamenti del sistema operativo, insieme ai motivi appena citati e da una cronica mancanza di notizie certe riguardo la sorte del proprio smartphone, portano dunque l’utente medio a cedere alla disperazione e alla tentazione di acquistare un device più nuovo e performante, ma, soprattutto, più aggiornato.

La colpa è di Google?

No, naturalmente. Google infatti non possiede un vero controllo sui produttori di smartphone e quindi non può nemmeno costringere i produttori ad installare alacremente gli aggiornamenti che provvede a rilasciare.

Aggiornamenti Android 2
I Nexus sono gli smartphone più aggiornati

Inoltre, la casa di Mountain View ha già dimostrato ampiamente la sua buona volontà attraverso la politica di updates mantenuta con gli unici smartphone di cui è produttrice, ossia la serie Nexus: nonostante Google infatti abbia creato la “Android Update Alliance” (una sorta di Società delle Nazioni dei produttori di smartphone, in cui ogni appartenente a tale gruppo è obbligato ad aggiornare i propri device per 18 mesi; obbligo aggirato dalle stesse case produttrici rendendo elefantiaci i tempi di rilascio degli OTA), ha comunque provveduto a rilasciare Android Lollipop per Nexus 4, 7 e 10, nonostante fossero fuori tempo massimo. Samsung farà lo stesso con il Samsung Galaxy S5, quando giungerà la sua ora?

Aggiornamenti Android 1
Il simbolo dell’Android Update Alliance

La colpa dunque, se proprio si vuole trovare un responsabile, è dei produttori di smartphone, che lucrano abbondantemente sugli aggiornamenti; ovviamente non è il caso di fare di tutta l’erba un fascio, dato che i distinguo sono più che necessari ed ogni azienda mantiene la sua politica. Samsung, per via dell’alto tasso di modelli prodotti annualmente, preferisce tagliare la testa al toro e non aggiornarne nemmeno uno, piuttosto che impegnare tempo e risorse per adattare ogni update ai processori e alle dotazioni tecniche di ogni device; i Nexus, invece, ricevono puntualmente e per primi ogni aggiornamento, mentre HTC, nonostante i buoni propositi, fatica a mantenere il calendario prefissato in partenza. E gli esempi possono naturalmente continuare.

Il tutto, si intende, a danno di noi utenti.

Vi siete rattristati? Tiratevi su il morale con I 6 tipi di utente Android, una collezione di soggetti che si possono trovare abitualmente nel sistema operativo di Google!

Se poi vi ha convinto, vi invito caldamente a condividere questo EDIToriale sui social network; se avete qualche domanda, contestazione o perplessità da rivolgermi in merito a questo EDIToriale, lasciate pure il vostro pensiero nella barra dei commenti qui sotto, oppure inviatemi un’email all’indirizzo [email protected]! E non dimenticatevi di seguirmi in uno dei miei profili social e di iscrivervi alla newsletter di AppElmo!

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