Nintendo ed Android: passo falso o colpo di genio? Solo istinto del gattopardo – EDIToriale

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Nintendo sbarcherà su Android. Questo sembra essere ormai un dato di fatto, considerando la recente collaborazione tra la casa di sviluppo giapponese e la DeNA, il team che si occuperà della produzione di nuovi giochi per Android ed iOS, è stato ancor più reso ufficiale dall’acquisto, da parte della Nintendo, del 10% delle azioni della DeNA, che da parte sua ha ricambiato il favore potendosi permettere però di acquistare solamente il 1,24%.

Ma gli interrogativi e le domande che ora affollano la mente di migliaia di fan storici ed utenti appassionati sono decine: che cosa succederà ai titoli storici come Mario e Zelda? Verranno prodotte anche versioni per mobile, oltre che per console? L’apertura ad Android ed iOS prelude ad un coinvolgimento di Windows e del PC, in un futuro non lontano?

Sono dubbi che anche io, pur non essendo un fan della Nintendo (attualmente possiedo una vecchia Wii e vari GameBoy, regali di quando ancora ero bambino e del DS non si era ancora vista traccia) mi sono posto, ed anche seriamente; ma uno su tutti mi ha lasciato più pensieroso: Nintendo sta facendo la cosa giusta? Sta prendendo atto del fatto che le console portatili non sono più gli unici strumenti che permettono ai giocatori di portare il divertimento fuori di casa, o sta compiendo un passo troppo lungo rispetto alla gamba, e che in fondo poteva anche risparmiarsi?

A tutte queste domande cercherò di dare risposta.

Sorry Mario, but your princess is in another platform

Nintendo Android 2
Another castle?!

Per quanto riguarda il porting tra vecchi titoli e nuovi sistemi operativi (ovvero il trasferimento di classici come SuperMario Bros. e Zelda su Android ed iOS), per adesso Nintendo sembra aver negato, e con decisione, di voler affidare un simile compito alla DeNA: sugli smartphone vedranno la luce solamente titoli nuovi ed originali.

Di conseguenza la questione sembra chiusa, e potremmo anche dire che Nintendo abbia fatto la scelta giusta: su Android esistono infatti decine di ottimi emulatori che da anni permettono ai giocatori del sistema operativo di Google di rivivere sui propri cellulari le vecchie glorie del passato, protagoniste anni addietro sul NES o sul GameBoy Color; chi mai pagherebbe un gioco, seppur originale ed ufficiale, di SuperMario quando può comodamente reperirlo gratis scartabellando i file APK nella rete? Un utente Apple sicuramente, ma questo è un altro discorso.

Senza contare che questa mossa provocherebbe un’immediata levata di scudi da parte degli utenti più nostalgici, coloro che notoriamente hanno fama di essere lo zoccolo duro della compagnia e che hanno vissuto sulla propria pelle la prima ondata di giochi targati Nintendo: certamente non tollererebbero la sostituzione delle storiche levette analogiche con un più semplice – e dunque barbaro e plebeo – touchscreen.

Inoltre, chi comprerebbe più console Nintendo, specificamente disegnate per far giocare all’utente un determinato parco di titoli, se questi ultimi potrebbero comodamente essere acquistati su smartphone? Anche mantenendo il costo di un prodotto invariato nel suo passaggio da Nintendo ad Android, venendo a mancare l’acquisto della piattaforma su cui poterlo girare il risparmio sarebbe comunque notevole.

A pagamento o freemium? Questo è il dilemma

Nintendo Android 4
Perchè pagare per un gioco, quando è possibile averlo gratis con un emulatore?

Un considerevole problema che spero Nintendo abbia già considerato di affrontare è Android stesso. Le grandi case di produzione di videogiochi per console – dal Batman della saga di Arkham ai vari capitoli di Grand Theft Auto – sono entrate a contatto con una realtà notevolmente diversa, ma forse non così tanto come potrebbe sembrare, rispetto a quella con cui erano abituati ad intrattenere rapporti.

Un utente Android tende ad acquistare contenuti aggiuntivi in un gioco gratuito, ma di contro si aspetta che un titolo a pagamento sia nella sua gran parte esente da ulteriori spese; questi semplici assiomi ormai sembrano essere stati recepiti da Rockstar e dai suoi colleghi, ed anzi i contenuti a pagamento hanno fatto il proprio ingresso in pianta stabile anche su console fissa (penso ad Evolve, ma sicuramente i casi sono più d’uno), ma non posso certo dire che sia un fatto positivo. Senza contare i futuri passi di Android nel mondo delle console fisse.

Giocando su smartphone inoltre gli utenti sono abituati a partite di breve, se non brevissima durata; sezioni di gioco di pochi minuti che assolvono il proprio compito, ossia occupare quelle frazioni di tempo che non si sa come riempire. Ricordando le parole di un famoso youtuber, grande appassionato della Nintendo, uno dei maggiori difetti di alcuni titoli per Nintendo DS era l’estenuante longevità, che costringeva il giocatore a sessioni anche di ore alla ricerca di un punto di salvataggio per evitare di perdere i risultati raggiunti. Ma siamo sicuri che Nintendo sappia tutto ciò e tenti di non ripetere certi errori compiuti in passato?

Goodbye, Nintendo 2DS

Nintendo Android 3
Comunque una console migliore del 2DS

Onestamente ritengo che la casa giapponese dovrebbe, prima di dare il via libera alla DeNA per la distribuzione dei primi titoli, affiancarle un esperto di giochi Android come Angry Birds, Plants vs Zombies e di quegli altri titoli che hanno fatto, nel bene e nel male, la storia del sistema operativo di Mountain View. Compiere infatti un salto nel buio di tale portata senza già conoscere il terreno può risultare, più che un salto della fede, un balzo nell’abisso.

La casa di sviluppo giapponese è sempre rimasta un’isola felice rispetto ai cambiamenti che hanno investito il restante settore dei videogiochi, seguendo sempre una propria filosofia che l’ha portata a distinguersi ed a creare un mondo e un modo di giocare completamente differente rispetto ai suoi avversari. Adattarsi dunque al mondo Android può suonare dunque come una sconfitta, a primo avviso. Ma sotto c’è di più.

Il mercato delle console portatili non è più florido come un tempo, complice sicuramente la capillare diffusione degli smartphone: i titoli di qualità non sono più esclusivo appannaggio delle grandi case di produzione, e Sony e Nintendo stessi sembrano aver perso la capacità d’innovazione; il 2DS e la PSVita non hanno colpito il pubblico in maniera particolarmente positiva, ed il Nuovo Nintendo 3DS non brilla certamente per le novità rispetto al modello precedente.  Tutto quello quello che era possibile fare è già stato fatto?

Certamente no, anche se non ho idea di quello che potrebbe essere il futuro delle console portatili; il rischio è che a lungo andare, si trasformino nè più nè meno che in copie degli smartphone, con l’unico svantaggio di non posseder il modulo per le chiamate. Nintendo probabilmente avrà pensato anche a questo, ed a decine di altre variabili, come la possibilità di raggiungere un pubblico infinitamente più ampio rispetto a quello tradizionale, e che la nuova piattaforma può costituire uno stimolo capace di portare un poco di innovazione della casa di sviluppo giapponese, dipendente da SuperMario da troppo tempo.

Solo il tempo potrà dircelo

Nintendo Android 5
It’s-a-me, Mario!

Naturalmente con questo EDIToriale tendo a fasciarmi la testa prima di essermela rotta: siamo ancora agli inizi, e Nintendo ha un’importante partita da giocare. Da una parte può avviare, se possibile, la produzione di una nuova ondata di ottimi titoli, con i quali avvicinare utenti che di Nintendo conoscevano solamente il baffuto operaio italogiapponese al proprio settore videoludico; probabilmente è per questo motivo che ha preferito mantenere separate le due generazioni di videogiochi, per poter continuare a foraggiare e far crescere due distinte generazioni di videogiocatori. Dall’altra però può anche terminare in un completo disastro, se si può parlare in questi termini dell’operato di una multinazionale. Io sono fiducioso; voi che ne dite?

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