Apple, Facebook, Samsung ed Android Pay: il vincitore è sempre lo stesso – EDIToriale

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Samsung Pay, Facebook Pay, Android Pay ed infine Apple Pay: tralasciando l’evidente mancanza di fantasia da parte degli esperti marketing delle quattro multinazionali (sono favorevole ai nomi diretti ed efficaci per far comprendere al cliente il ruolo del servizio, ma in questo caso si sfiora il banale, per non dire il comico), pare ormai ufficialmente aperta la sfida tra questi tre (forse quattro?) competitors sull’acquisizione del predominio su un settore che, al pari dell’Africa Nera, sembra ancora tutto da esplorare e conquistare.

Apple ha un certo margine di vantaggio, avendo sviluppato e debuttato il proprio servizio di pagamenti mobile già in questi giorni (ma unicamente negli Stati Uniti, e solamente verso questa estate dovrebbe fare il proprio ingresso in Europa), ma i suoi concorrenti e rivali sono troppo decisi perchè tale distacco possa risultare decisivo od influente.

Io penso di sapere già chi sia il vincitore, ma ve lo rivelerò solamente a fine EDIToriale; nel frattempo faremo una panoramica dei quattro servizi a pagamento già citati, individuandone lati negativi e positivi al punto al fine di prevedere chi saprà adattarsi meglio alle esigenze di mercato.

Partiamo?

Ieri

Sembra di parlare di preistoria, ma in verità si tratta solamente di fare un salto indietro nel tempo di pochi anni: precisamente, nel 2011.

I sistemi di pagamento mobile: in principio era Google Wallet

Android Pay 1 Google Wallet 2
Google Wallet

L’idea di inserire negli smartphone dei sistemi di pagamento che interagissero con i POS dei negozi e dei supermercati non è di certo nuova: già Google aveva provato, senza riscuotere molto successo, a sfruttare la tecnologia NFC (Near Field Communication) col fine di integrare le funzionalità della carta di credito all’interno del proprio sistema Google Wallet. Ottenuta la collaborazione di MasterCard e Visa nel 2011 ed aumentata la portata d’azione del servizio, nel 2013, con la possibilità di inviare denaro tramite posta elettronica (naturalmente attraverso la piattaforma GMail), Google Wallet si è scontrato con l’amara constatazione della realtà: la tecnologia (e le persone) non era ancora pronta per una rivoluzione di tale portata.

I normali POS dei commercianti non erano, e non lo sono ancora oggi, abilitati a scambiare informazioni con i chip NFC, e la spesa per la sostituzione delle apparecchiature non era compensata dalle prospettive di un servizio nei confronti del quale gli utenti erano ancora diffidenti, vista e considerata la brutta fama che Android possiede in fatto di sicurezza e protezione delle informazioni personali. Di conseguenza, Google Wallet venne mantenuto come piattaforma gestionale per gli acquisti effettuati su Android, e poco altro. Spiacente Google, andrà meglio la prossima volta.

Oggi

Le prospettive sono cambiate? Parrebbe proprio di sì: il rinnovato entusiasmo da cui il mondo tecnologico sembra essere percorso (complice la rottura di tabù secolari come la grandezza degli schermi degli iPhone, o l’impossibilità di produrre schermi ricurvi touchscreen) ha portato le quattro sorelle del settore mobile a scendere in campo con la propria proposta. Ognuna afferma di avere il proprio settore specifico e di non avere intenzione di fagocitare quello degli avversari; ma si sa, fratelli coltelli.

Facebook Pay

Facebook Pay Android Pay 1
Una prospettiva di Facebook Pay

Facebook Pay è il servizio di pagamento più estraneo a questa competizione tra quelli elencati, e vi spiegherò subito il motivo della mia iniziale titubanza: Facebook Pay non si pone come sostituto delle carte di credito, ma, similmente a quanto Google aveva già fatto con l’integrazione di Google Wallet con GMail, consentirà agli iscritti del social network blu di inviare e ricevere denaro in chat.

Suppongo che la notizia lasci nell’indifferenza la maggior parte dei lettori ed utenti, me compreso: a parte mafiosi, spacciatori ed escort, molte poche persone utilizzano i propri profili Facebook per concludere affari o giustificare movimenti di denaro attraverso Messenger. Ovviamente Facebook Pay, visto in questa accezione, potrebbe ergersi a degno, se non quasi temibile, avversario della Western Union, il sistema di trasferimento bancario attraverso i paesi, largamente utilizzato da turisti ed immigrati per ricevere denaro da casa in caso (perdonatemi l’involontario gioco di parole) di necessità: grazie alla sua presenza su smartphone e PC, e la collaborazione con VISA e MasterCard, se fossi in Himket Ersek incomincerei a preoccuparmi.

Ma Zuckerberg è furbo, più scaltro di una volpe: aveva già sospettato l’enorme potenzialità dei visori per la realtà aumentata molto prima che Google ammettesse il mezzo fallimento dei Google Glasses acquistando la Oculus Rift, e l’acquisizione a sorpresa di WhatsApp ha spiazzato un po’ tutti, la casa di Mountain View in testa che sull’app di chatting ci aveva fatto più che un pensierino. Grazie alla sua enorme versatilità e alla capillare diffusione, Facebook Pay ci metterebbe poco per diventare un’app – e un servizio – a sè stante.

Android Pay

Android Pay 3
Android Pay

Android Pay non è un servizio di pagamento diretto così come lo era Google Wallet, che verrebbe poi inglobato in questa nuova creatura: stando alle parole pronunciate da Sundar Pichai, vicepresidente di Google, sul palco del Mobile World Congress di Barcellona, Android Pay non si pone come concorrente degli omonimi Apple e Samsung, bensì si costituisce come framework open-source per lo sviluppo di app dedicate al pagamento mobile.

Android Pay non viene dunque meno alla sua natura di piattaforma disponibile a tutti, e stando alle poche informazioni in mio possesso, sfrutterebbe ancora una volta la tecnologia NFC, così come i suoi rivali di Cupertino.

Maggiori e mirabolanti informazioni ci verranno fornite all’evento Google I/O di maggio, a cui anche AppElmo parteciperà nella forma di una diretta live: non mancate, mi raccomando!

Samsung Pay

Samsung Pay Android Pay 1
Samsung Pay

Nonostante tutti i suoi rivali si ostinino ad usare la tecnologia NFC; Samsung ha deciso di attuare una rivoluzione più soft, venendo incontro alle strumentazioni ancora oggi esistenti attraverso una mediazione tra innovazione e tradizione: la tecnologia MST (Magnetic Secure Transmission), che simulerebbe lo strisciamento della carta di credito sul POS per avviare la transazione.

L’idea di base, che bisogna ammettere sia quantomeno intelligente, è che per conquistare il mercato bisogna venirgli incontro, invece che costringerlo a cambiare: con MTC, che basa il proprio funzionamento sull’invio di onde elettromagnetiche all’apparecchiatura del negozio in questione, Samsung ha trovato l’uovo di Colombo.

Non si tratta di un’idea originale di Samsung: la multinazionale coreana ha infatti acquisito Loopay, un’azienda specializzata nel settore dei pagamenti mobili, per conquistare in tempi brevi una certa competenza nel settore. Sul piano della sicurezza è il sistema di protezione KNOX a vegliare sul trasferimento dei dati, di cui Samsung rassicura non se ne terrà traccia se non per una cronologia degli acquisti.

Attualmente Samsung Pay sarebbe supportato unicamente dal Samsung Galaxy S6 ed S6 Plus: non è stata specificata alcuna futura integrazione per i dispositivi più datati, e lo stesso discorso vale per i dispositivi indossabili della serie Gear. Una mossa che non stupisce i detrattori della Samsung ma nemmeno i suoi sostenitori, abituati ad una politica alquanto menefreghista nei confronti dei modelli meno recenti.

Apple Pay

Apple Pay Android Pay 1
Apple Pay

Infine arriviamo al servizio di pagamenti mobile messo a punto dalla casa di Cupertino: l’unico attualmente funzionante ed in circolazione, Apple Pay, pur basandosi sulla stessa tecnologia di Android Pay – e prima di lui Google Wallet – ha saputo tessere una fitta rete di relazioni con le principali banche e brand degli Stati Uniti (come la Coca-Cola e la Disney) che lo hanno reso immediatamente appetibile agli occhi degli utenti della mela morsicata.

Supportato, parimenti a Samsung, solamente sui prodotti di ultima generazione (iPhone 6. iPhone 6 Plus ed Apple Watch), Apple Pay ha convinto il pubblico per l’attenzione alla sicurezza, tradizionalmente un tratto distintivo della Apple, e l’aura di impenetrabilità dai virus che iOS può vantare.

Il vincitore

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Android Pay, naturalmente!

Anche se può sembrare prematuro parlare di “vincitori e vinti” in una partita ancora tutta da giocare, mi pare che il candidato più qualificato al podio attualmente sia ancora una volta Android Pay.

Android, e Google a sua volta, basa il proprio successo sulla natura open-source: nonostante possano esistere browser di varia natura, nonchè alcuni addirittura proprietari (ovvero Chrome), Google è e rimane il motore di ricerca sui cui tutto Internet stesso si imposta. Lo stesso si può dire per Android: pur considerando la molteplicità ed il livello delle personalizzazioni apportate alle ROM sviluppate dai produttori (HTC Sense e Touchwiz, per esempio), la base di sviluppo permane ad essere Android. Ponendosi come piattaforma di sviluppo, Android Pay potrebbe attirare le attenzioni di PayPal, che, acquisendo la startup Paydiant, avrebbe iniziato lo sviluppo di CurrentC per attestarsi nel mondo del pagamento mobile.

Android Pay 1 Google Wallet
Bye-bye Google Wallet

Google ha capito l’errore di porsi come proprietario indipendente di un servizio: è stato un insuccesso Google Wallet, e lo sarà anche Samsung Pay, considerando il bicameralismo costante della casa coreana e la sua pessima abitudine di voler rimanere con un piede in due staffe (quella di Android e di Tizen, per intenderci); nonostante gli inizi promettenti, alla Samsung è sempre mancato il coraggio di prendersi la responsabilità delle proprie scelte e di andare anche contro il sistema operativo di Google, per cui non mi sorprenderebbe se, un giorno, facesse confluire Samsung Pay nei recinti di Android Pay.

Apple Pay Android Pay 2
Apple Pay è e rimarrà un’esclusivo interesse per gli utenti iOS

Apple Pay è proprio di iOS, quindi rimarrà un mondo a parte rispetto ad Android Pay, nonostante le continue frecciate che i due sistemi operativi continuano a mandarsi.

Facebook Pay Android Pay 3
Facebook Pay unico rivale?

Facebook Pay è attualmente l’unico avversario credibile per Android Pay: un po’ per la natura doppiogiochista e scaltra di Zuckerberg, un po’ per le enormi potenzialità del servizio che verrebbero un poco sprecate in un semplice sistema di money-transfer; si profilerebbe così uno scontro tra un’ipotetico asse Android Pay-PayPal (a sua volta minacciata da Facebook Pay) ed il servizio del social network blu. Come sappiamo, la concorrenza è l’anima del commercio, e penso che ne trarremo solo vantaggi.

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