Play, Google! Come e perchè Android può concorrere con Playstation – EDIToriale

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Android può diventare un’alternativa a Playstation? Sicuramente si tratta di un’ipotesi allettante per qualunque utente: poter giocare alle proprie saghe preferite (nel mio caso la più attesa sarebbe Dead Trigger, di cui non ho mai nascosto di essere un appassionato) su uno schermo televisivo, anzichè su un misero cinque pollici AMOLED, ed attraverso un controller che nulla avrebbe da invidiare quelli delle più blasonate console, si tratterebbe sicuramente del degno riconoscimento che non solo i giocatori che quotidianamente affollano il Play Store alla ricerca di nuovi titoli (sempre rintracciabili nei nostri Rating mensili), ma gli stessi sviluppatori si meriterebbero per la passione e l’impegno che ogni giorno dedicano alle proprie creazioni.

La via non è di sicuro delle più facili, ma sono certo che Android abbia molte più possibilità di iOS di sfondare in un settore finora solo appannaggio di Sony e Microsoft (produttrici delle console Playstation ed XboX), ma che potrebbe essere costretto nel giro di qualche anno a condividere le proprie utenze con un mercato molto più ampio e, soprattutto, entusiasta. In cinque punti, i motivi per cui Android può, e deve, arrivare a concorrere con i colossi del settore videoludico; sarete poi voi a farmi sapere se siete d’accordo attraverso la barra dei commenti o i miei contatti che potete trovare in fondo all’EDIToriale.

#01 – La console (da fare NVIDIA a chiunque)

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NVIDIA Shield

È notizia di questi giorni che NVIDIA, dal palco dedicatogli a San Francisco per la presentazione ufficiale, abbia prodotto una console specificatamente indirizzata al settore dei videogiochi Android, con dettagli tecnici impressionanti ed aspettative, create dalla sapiente parlantina del CEO dell’azienda Jen-Hsun Huang, altissime.

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Un po’ piatta, ma funzionale

NVIDIA Shield (forse dovrebbero lavorare di più sul settore marketing, considerando che si tratta del terzo prodotto lanciato con lo stesso nome) è il frutto di cinque anni di lavoro della casa statunitense: un prodotto di notevole qualità, grazie al processore integrato (il chip Tegra X1 che tanto fece parlare per le sue alte potenzialità) capace di supportare una riproduzione di videogiochi sino a 1080p con un rate che varia da 60 a 30fps, includendo dunque nel suo raggio Doom 3, Resident Evil, Metal Gear Rising e Crysis, giusto per citare i più famosi – e, soprattutto, pesanti; se il motore grafico riesce davvero a reggere giochi di tali dimensioni, allora possiamo aspettarci grandi risultati. La forma della console sembra una commistione tra Playstation, per via dell’aspetto monolitico del case, ed XboX, a causa invece della forma del controller (scelta assai azzeccata, specialmente per l’indubbia superiorità del gamepad della console di Microsoft rispetto a quello della creatura di Sony); il prezzo di uscita, prevista per il maggio di quest’anno negli Stati Uniti (ma non dovrebbe essere poi tardare ad arrivare anche in Europa), si aggira attorno ai 20o$, il costo di uno smartphone di medio-basso livello.

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Certo che sì!

Come non citare poi il supporto ad Android TV, la riproduzione di filmati in qualità 4K, l’audio Surround 5.1 e 7.1 ed una memoria interna di 16 GB comodamente espandibile; un vero gioiello che si adatta perfettamente alle esigenze, anche le più estreme, del mondo Android. Poichè se non c’è la console, allora il progetto muore prima di nascere.

#2 – La piattaforma per i giocatori

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Google Play Games nella sua interezza

Se Playstation possiede il Playstation Network (PSN), e XboX l’XboX Live, Android può schierare invece Google Play Games, l’hub di connessione tra i videogiocatori del sistema operativo di Google. Nonostante non possegga dati sul reale utilizzo di questa piattaforma da parte dell’utenza, è indubbio che Google Play Games possegga solide basi: una struttura professionale di gestione del profilo giocatore, un sistema di archiviazione dei trofei e degli obiettivi raggiunti pratico e facilmente accessibile, ed un ranking basato sull’acquisizione di punteggi (distribuiti un po’ troppo spensieratamente da alcune app: per fare un esempio, con il gioco Chrooma mi è bastato eseguire il primo accesso per guadagnare 10.000 punti e salire così di livello) in grado di creare rivalità (e un po’ di sana competizione) tra gli utenti.

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Bisognerebbe aprire poi un capitolo a parte sul multiplayer: nonostante siano in molti a dubitare della sua esistenza su Android, esiste addirittura una sezione apposita su Google Play Games in cui vengono segnalati i giochi che supportano tale modalità di competizione (basta cliccare sull’icona del menu -> Inbox -> Partite -> Trova giochi multiplayer); basterebbe dunque potenziare (e specialmente pubblicizzare, visto che la mancata conoscenza delle enormi potenzialità da parte dell’utenza di Android è da sempre una caratteristica della piattaforma) gli elementi di aggregazione e coesione, con l’introduzione dei clan, ad esempio – anche se temo possano essere più deleteri che efficaci.

#3 – I giochi

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Assassin’s Creed Black Flag!

Cosa dire dei titoli presenti su Android? Dagli sviluppatori indipendenti (ed ancora una volta faccio riferimento a Madfinger Games, ma potrei citare anche RilSoft e tanti altri) a quelli invece sostenuti dalle case cinematografiche di Hollywood (che spesso lanciano i propri giochi in concomitanza con l’uscita delle pellicole al cinema), Android è costantemente rifornito di titoli gratuiti (se escludiamo i gli acquisti in-app, opzionabili) e di grande qualità ed originalità.

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Attenzione!

Sparatutto in stile Minecraft, battaglie tra Spartani e mostri marini, duelli alla torrida luce del sole del Far West: non c’è genere, periodo storico o argomento che i team di sviluppatori non possano creare e trattare sino a renderlo piacevolmente godibile per il pubblico (e vedi il #4 per ulteriori approfondimenti su questo aspetto). Inoltre sempre più saghe nate su console si stanno convertendo alla portabilità smartphone (e, viste le premesse dell’NVIDIA Shield suonerebbe estremamente ironico se dal cellulare passassero nuovamente alla console): Assassin’s Creed, Call of Duty, Batman solo per nominare i più conosciuti, ma è possibile trovare trasposizioni di interi giochi originariamente usciti su Playstation su Android (penso a Spiderman Unlimited). Questo interesse mostrato dalle Big Mayor, molto soddisfacente in certi casi per la qualità dei prodotti raggiunta non può che essere un segnale molto positivo per il futuro di Android nel campo videoludico: le grandi compagnie difficilmente abbandonerebbero una strada ormai intrapresa con decisione.

#4 – Lo stretto rapporto sviluppatori/giocatori

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Prestate attenzione, sviluppatori!

Qual è il maggior problema dei giochi per Playstation?

La mancanza di un dialogo tra gli sviluppatori dei titoli – coloro che li seguono dalla fase di ideazione a quella di progettazione e creazione – e la cosiddetta “pancia”: in molti casi, sulla base dei risultati (non solo di vendita, ma anche di gradimento) di numerosi titoli rivelatosi un disastro, ma partiti con buone aspettative, sembra che non ci sia una sincera attenzione verso i reali interessi dell’utenza. Sono i gusti dei giocatori ad adattarsi ai titoli, e non viceversa.

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Risposte puntuali e cortesi

Questo intoppo, se così lo vogliamo definire, su Android non esiste: il sistema di valutazioni permette una verifica rapida ed immediata di quello che è il pensiero generale dell’utenza (anche se a volte può essere manipolato), al di là delle recensioni presenti online. Inoltre spesso gli sviluppatori, consapevoli del peso che può avere una votazione negativa sulla credibilità del prodotto, si attivano per rispondere in prima persona alle critiche (ma anche alle lodi) promettendo implementazioni e correzioni, o giustificando l’impossibilità di agire per risolvere tali problemi. In questo modo, le case di sviluppo non avrebbero più scuse per non ascoltare i giudizi dei giocatori.

#5 – La differenza tra iOS ed Android

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Fight!

Perchè Android può dunque vantare questa potenzialità enorme – lo sbarco sul mercato videoludico – ed iOS no? Se ci riflettiamo bene sopra, la risposta non è scontata come potrebbe apparire a prima vista: entrambe le case produttrici dei sistemi operativi (Google ed Apple) non soffrono certo di scarsa liquidità, ed avrebbero notevoli interessi a cimentarsi in un’impresa del genere. Perchè dunque solo una delle due si cimenta?

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Alcune differenze si sentono eccome

Per mancanza di intraprendenza, probabilmente; abbiamo già avuto modo di parlare delle differenze tra la gestione Jobs e quella Cook, ma più in generale ritengo che sia una questione di mentalità: iOS è molto meno aperto agli sviluppatori rispetto ad Android, ci sono più restrizioni e regolamenti da rispettare (il che si traduce con molti più ostacoli, specialmente per gli sviluppatori indipendenti) e costi più alti da affrontare (su Android pagando 25$ è possibile pubblicare un numero infinito di app, su iOS ogni pubblicazione ha un prezzo di 100$). Inoltre mi è parso che, da parte di Apple, non ci sia più quella voglia di sorprendere che ha sempre caratterizzato il marchio: l’iPhone 6 Plus ed iOS 8 hanno molto più stupito e fatto notizia per il #bendgate e per la somiglianza con Android, più che per l’originalità. Inoltre non si è ancora sentito alcun rumor su una possibile console Apple, e probabilmente la tendenza rimarrà tale sino a che il progetto di Android non avrà riconosciuto un vasto successo di pubblico; Apple, a quel punto, dovrà poi correre ai ripari con una risposta adeguata, se non vorrà rimanere tagliata fuori.

CONCLUSIONE

Ritengo che il mio pensiero lo abbiate capito: sono estremamente entusiasta e ottimista nei confronti dell’NVIDIA Shield, che penso acquisterò al lancio (e di cui farò una recensione su AppElmo, naturalmente), e su tutto ciò che a questa console potrebbe seguire. Mi aspetto grandi innovazioni!

Se condividete la mia opinione, oppure siete di un parere completamente opposto, non mancate di farmelo sapere nella barra dei commenti qui sotto, oppure inviandomi una mail all’indirizzo [email protected] Altrimenti potete sempre inviarmi lettere minatorie sui miei profili Google Plus (dove potete aggiungermi anche dal badge laterale, naturalmente) e Twitter. Non dimenticatevi di iscrivervi alla newsletter, attraverso il form qui sotto, per non perdervi un articolo o, in alternativa, potete sempre scaricare l’app di AppElmo da Google Play, cliccando QUI o sull’immagine nella sidebar.

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