#Applefun: Al servizio del caos, il fumetto che ogni utente Apple ed Android dovrebbe leggere

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Che cos’hanno in comune Dylan Dog e gli smartphone? Per un assiduo lettore della serie a fumetti Bonelli non sarebbe difficile argomentare sull’innata incomprensione che regna tra l’investigatore dell’impossibile e la tecnologia, ma in questo #Applefun ci concentreremo particolarmente su un fumetto, edito nel mese di febbraio ed ancora disponibile nelle edicole (ma se non lo trovate, potete comunque acquistarlo su Amazon.it cliccando sul link in fondo alla pagina), che tratta appunto di smartphone e dei pericoli della tecnologia pervasiva odierna: Dylan Dog: Al servizio del caos.

La storia

Al servizio del caos
Avete tempo sino al 27 febbraio per acquistarlo!

La trama di questo albo è alquanto semplice e lineare, e anzi potremmo affermare che si tratti di una storia alquanto sottotono rispetto alle solite avventure dell’Indagatore dell’incubo: un nuovo e costosissimo smartphone di ultima generazione, il Ghost 9000, provoca inspiegabilmente una ferocia belluina nelle persone, provocando stragi e macabre uccisioni. Dylan Dog verrà incaricato dal proprietario e fondatore della casa produttrice, John Ghost, per indagare riguardo questa inspiegabile commistione tra occulto e tecnologia, ma molto spesso la soluzione è più vicina di quanto non si creda.

Introdotto dunque il fumetto protagonista di questo articolo, spostiamoci verso il nucleo di questo #Applefun: le accuse che Al servizio del caos muove nei confronti non soltanto della Apple, ma addirittura verso l’intero mondo della telefonia mobile, sono pesanti e soprattutto, vere; in particolar modo, spingono il lettore a riflettere su aspetti controversi molto spesso non considerati ed ignorati, che si occultano dietro il nome dei grandi marchi. Per questo suddivideremo i riferimenti in tre categorie: Smartphone, Apple ed Android, a seconda della categoria presa posta sotto critica.

Smartphone

Sfruttamento della manodopera

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La trama di Al servizio del caos, come abbiamo già avuto occasione di ricordare, ruota attorno allo smartphone Ghost 9000, parodia ed esemplificazione di tutti i cellulari attualmente in circolazione, siano essi prodotti dalla Apple o montino Android come sistema operativo. Proprio nelle prime pagine del fumetto è possibile osservare il ciclo produttivo del Ghost 9000: le varie componenti dello smartphone vengono assemblate da manodopera cinese all’interno di un’azienda denominata “Wolfconn” (e ci risulta impossibile non notare l’assonanza con “Qualcomm”, la famosa azienda americana produttrice di chipset per telefoni Android “Qualcomm Snapdragon”, considerati l’eccellenza nel loro campo); tra gli operai, particolare spazio viene data alla figura di un ragazzino asiatico, impiegato come manodopera sottopagata all’interno della fabbrica.

Al servizio del caos
Alan Moore spiega a Dylan Dog l’origine del Ghost 9000

Proseguendo nella lettura, è lo stesso designer del modello maledetto, Marcus Irvine, a svelare la provenienza del Ghost 9000: Shenzen, una città costruita dal governo cinese per sperimentare il modello produttivo capitalistico e che in poco tempo è diventata un vero porto franco per le aziende produttrici di smartphone, che hanno potuto instaurare un regime aziendale con condizione inumane per i lavoratori. Alto tasso di suicidi, salari minimi e garanzie assicurative ed assistenziali nulle: tutto ciò ci rimanda alla famosa fabbrica produttrice di iPhone che aveva sede in Cina, ma non è difficile immaginare che tutto ciò avvenga anche all’interno delle catene di montaggio di marchi asiatici del calibro della Samsung.

Ostracismo tecnologico

Al servizio del caos
“Osceno”

Dylan Dog è sempre stato dipinto come un romantico tradizionalista, ostile al rinnovamento tecnologico e che in vita sua non aveva mai acquistato uno smartphone: all’interno del fumetto questo comportamento viene definito addirittura “osceno” da parte dell’assistente personale di John Ghost. La vignetta ritrae dunque un comportamento pericolosamente in diffusione al giorno d’oggi, adottato non solo nei confronti di coloro che per scelta hanno deciso di non usufruire di uno smartphone, ma per estensione anche verso quelle persone che decidono di continuare ad utilizzare un vecchio modello, invece che comprarne l’ultima versione disponibile sul mercato. Una discriminazione tecnologica che può apparire ridicola, ma che purtroppo esiste, in particolar modo negli ambienti Apple.

Apple

Costi folli per prodotti malleabili

Al servizio del caos
“Immoralità” è il termine giusto

Al sevizio del caos non risparmia di certo le frecciate alla Apple, che possiamo dire sia il principale referente delle pesanti allusioni: in primo luogo, è interessante notare come lo smartphone Ghost 9000, per via della sua suite dedicata alla salute (qualcuno ha detto iHealth?), dell’assistente virtuale precaricato (Siri?) e del prezzo assurdamente alto rispetto al prodotto in sè (iPhone 6 Plus?), presenti numerose congruenze con la descrizione di un qualsiasi iPhone. Il fatto che l’interno del negozio in cui il Ghost 9000 viene venduto assomigli ad un tempio egiziano è un ulteriore rimando alla simbologia dell’opulenza che gli Apple Store, monumentali, assumono; sfarzo che spesso non corrisponde a qualità, considerando lo scandalo #bendgate che coinvolse l’iPhone 6 Plus (di cui vogliamo ricordare il prezzo folle, da 729€ a 1059€ sul sito ufficiale della Apple).

Pellegrinaggi violenti

Al servizio del caos
Siamo sicuri che non accadrebbe una cosa del genere, se al posto del Ghost 9000 vi fosse stato l’iPhone 7?

La folla che in Al servizio del caos si accalca davanti allo store del Ghost 9000, provocando una serie di violenti tafferugli che sfociano nella morte di alcuni aspiranti consumatori, è del tutto similare alle file chilometriche, che spesso hanno inizio giorni prima la data prefissata, che si formano davanti agli Apple Store in occasione dell’uscita dei nuovi modelli di iPhone: una rappresentazione misera e patetica di una fetta di umanità.

Siri alias Irma

Al servizio del caos
Irma piuttosto che Siri

Siri è il prodotto più famoso della galassia delle applicazioni iOS, tanto da essere diventato, in Al servizio del caos, uno dei personaggi secondari che nel corso dell’albo affiancheranno Dylan Dog. Il suo nome viene mutato in Irma, e le sue capacità vanno al di là di quelle che oggi Siri possiede: possibilità di interloquire con una persona fisica, senso dell’umorismo ma anche un certo grado di autonomia ed intelligenza.

Al servizio del caos
Attenzione!

Irma, alias Siri, compie infatti ricerche autonome sul conto di Dylan Dog, senza che questi le chieda od ordini alcunchè; ma perlomeno riesce a salvarlo da un attentatore. Ma siete sicuri che la fantasia non abbia semplicemente emulato la realtà?

Android

Controllo diretto

Al servizio del caos
E lo stesso fa Google

Se forse pensavate che lo scandalo NSA riguardasse solamente l’America e la Apple, allora dobbiamo darvi una brutta notizia: Google possiede, all’interno dei propri server, una cartella per ciascun utente dei suoi servizi in cui vengono registrati ed archiviati dati, cronologie e download, praticamente ogni attività compiuta attraverso le GApps e gli altri prodotti targati Mountain View. E non pensiate che ciò che John Ghost dice all’interno di Al servizio del caos sia errato: Google sa perfettamente, in ogni momento, le attività che svolgete con i suoi smartphone, ma semplicemente non siete abbastanza interessanti per meritare un monitoraggio costante.

Un futuro apocalittico

Al servizio del caos
Il nostro futuro?

Il tema del controllo dell’umanità attraverso la tecnologia è vecchia quasi quanto la fantascienza; ma l’alto grado di pervasività della tecnologia nella vita quotidiana (la domotica sta diventando un ramo dell’azienda molto sviluppato da parte di Google), unito alla quasi maniacale attenzione, da parte degli utenti Android, di particolari importanti ma non troppo (il numero di Megapixel della fotocamera, la potenza in GHz del processore…) nel momento dell’acquisto di uno smartphone, potrebbe portare molti a diventare dei veri e propri zombie tecnologici.

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